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Acquedotto, Perasso (Diano Riparte): «Autorità non aspettino nuovamente emergenza per affrontare problema»

«Rimane l’amarezza di aver dovuto attendere così tanto tempo prima che si decidesse di portare tale problema sino ai tavoli della Regione Liguria»

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Diano Marina. Le considerazioni di Marco Perasso del gruppo Diano Riparte in merito alla riunione in oggetto e la raccolta di firme a favore di un dirottamento della somma attinta dal “fondo strategico regionale” dal palacongressi al rifacimento dell’acquedotto:

«Ieri, contemporaneamente alla riunione tecnica tra sindaci e funzionari della Regione Liguria su come affrontare l’emergenza creata dall’acquedotto che approvvigiona il golfo dianese ed Andora dal Roja, ho depositato le firme raccolte tra i cittadini del golfo e utenti del servizio idrico che sollecitano Comuni, Provincia e Regione ad affrontare, una volta per tutte, il problema della consunzione della tubazione che garantisce il rifornimento di una risorsa così vitale.

Ringrazio le tante persone che hanno deciso di metterci la faccia, sottoscrivendo tale petizione, la quale, forse, ha fatto da “catalizzatore, alla salutare arrabbiatura del sindaco Chiappori che, finalmente, ha deciso di dire basta alle riunioni in cui si “bofonchiava” su aleatorie soluzioni anziché fare dei fatti invece di perder tempo.

Rimane l’amarezza di aver dovuto attendere così tanto tempo prima che si decidesse di portare tale problema sino ai tavoli della Regione Liguria, ostinandosi a non tener conto dell’impennata delle rotture avvenuta negli ultimi tre anni (più di trenta guasti importanti all’anno) e preferendo dedicarsi a proporre degli studi di fattibilità (visto quello che è stato fino ad ora prodotto, chiamarlo progetto mi sembra una parola molto grossa) di opere, come il pala congressi, totalmente inutili se viene a mancare un bene primario come l’acqua e di dubbia sinergia con il resto della città, sia per posizione che per totale mancanza di standard urbanistici come, ad esempio, i parcheggi, ma, probabilmente, più utili a chi dovrebbe costruirle e ancor più a chi andrebbe a gestirle (GM ?).

Quanto sopra vale tanto più che la copertura proviene dal fondo strategico regionale che individua i settori ritenuti fondamentali per il rilancio del territorio tra: turismo, imprese, progetti culturali, infrastrutture e associazioni sportive per fari sì, come dice il Governatore Toti, che” sia finita l’epoca dei micro finanziamenti e delle mance”.

La richiesta di girare i fondi destinati dalla regione alla creazione del Pala Congressi non deve sembrare peregrina se, in passato, si è riusciti a stornare le quote di ammortamento dell’acquedotto che oggi ci troviamo a rifare e che, se fossero rimaste accantonate a tale scopo, ora non costringerebbero a cercare coperture per una spesa così ingente e un “tantinino” assurda ( si parla infatti di 10.000.000 di € per 7 km , vale a dire 1.428.571 € a km).

Ma tant’è: ci avviciniamo alle elezioni comunali e regionali e questo sicuramente fa ben sperare in un, sia pur tardivo, soprassalto di razionale buona volontà da parte delle parti politiche coinvolte nel processo decisionale. Vorrei qui, come più volte fatto in passato, evidenziare che il tratto sottomarino del Roja bis, che approvvigiona l’acquedotto che si pensa di sostituire, ha anche lui ampiamente superato la sua vita utile e che, se si dovesse rompere, visto che si trova in mare a sensibili profondità , farebbe sembrare le rotture sino ad ora subite una barzelletta.

Si è già inspiegabilmente persa l’occasione, con la creazione della pista ciclabile, di portarlo per gran parte del suo tragitto a terra; ora le autorità regionali , provinciali, e comunali non aspettino nuovamente di trovarsi in “emergenza” per affrontare il problema».

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