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Vallecrosia intitola una piazza ai ‘Martiri delle Foibe’. Sindaco Biasi: «Doveroso ricordare» fotogallery

Deputato Di Muro: «Tanti libri di storia purtroppo dedicano poche pagine a ricordo di questo avvenimento»

Vallecrosia. E’ stata intitolata stamani, a Vallecrosia, la piazza della stazione ferroviaria a ricordo dei ‘Martiri delle Foibe’. La cerimonia è avvenuta nel corso del raduno dell’associazione nazionale alpini, che ha proposto l’intitolazione, e ha visto la presenza di numerose autorità civili e militari. «E’ un doveroso omaggio agli italiani, migliaia di uomini, donne e bambini, che nelle drammatiche settimane successive alla fine della Seconda Guerra Mondiale furono giustiziati in nome di una spietata pulizia etnica avvenuta nella Venezia Giulia, Istria e Dalmazia controllate dalle truppe titine, per cancellare la presenza secolare della nostra comunità in quelle terre», ha detto il presidente del consiglio regionale Alessandro Piana (Lega), che ha partecipato alla cerimonia insieme con il vicepresidente del consiglio regionale Sonia Viale e gli assessori Marco Scajola e Gianni Berrino.

Intitolazione piazza martiri Foibe

«Quello che è accaduto con i martiri delle Foibe evidenza che in Italia è venuto a mancare il senso di appartenenza – ha sottolineato il sindaco Armando Biasi – Quando degli italiani dimenticano altri italiani vuol dire che c’è qualcosa che non ha logica e rispetto del bene umano e comune. Quando parlo di senso di appartenenza è perché sempre di più si sta scollando quello che è il rapporto tra le persone. E’ importante stare uniti anche nei periodi di difficoltà. Se fossimo stati più uniti e attenti in quel momento non ci saremmo trovati con 300mila vittime. E soprattutto è avvenuta una doppia morale, che non può esistere perché le vittime sono tutte uguali, le carneficine nello stesso modo così come gli atti di violenza nei confronti delle persone».

«Tanti libri di storia purtroppo dedicano poche pagine a ricordo di questo avvenimento – ha dichiarato il deputato leghista Flavio Di Muro – E quindi questa è un’altra occasione per ricordare che i morti non hanno colore politico. A me fa piacere aver sottoscritto, con il mio gruppo parlamentare, la proposta di legge presentata dall’onorevole Massimiliano Panizzut di revocare un’onoreficenza che negli anni scorsi l’Italia ha concesso erroneamente al maresciallo Tito».

Il generale di divisione Marcello Bellacicco, vice comandante delle truppe alpine, ha sottolineato che il ruolo degli alpini è quello di «portare in giro per il mondo messaggi, opere e azioni di pacificazione. La pacificazione significa stabilità ma significa anche passare attraverso la propria storia, e non esiste pacificazione se non c’è una lettura obiettiva della storia».

Alla cerimonia ha partecipato anche Alessandro Altin, un esule di seconda generazione che ha dichiarato: «Noi istriani siamo italiani due volte: per nascita e per scelta».

 

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