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Sanremo, Sergio Tommasini: «Pronto a ripartire con grande entusiasmo»

Dopo la tornata elettorale, la lista "100percentoSanremo" si trasformerà in movimento con un nuovo direttivo

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Sanremo. «Le elezioni amministrative sono alle spalle ed io sono pronto a ripartire con grande entusiasmo e nel rispetto della squadra che rappresento». A scriverlo è il candidato sindaco del centro destra unito Sergio Tommasini, arrivato secondo alla tornata elettorale di questa primavera.

«Un sincero ringraziamenti va a tutti coloro che hanno partecipato a questa avventura elettorale e soprattutto agli oltre 10.000 sanremesi che hanno concesso la loro fiducia. Nonostante l’impegno della Lega, di Fratelli di Italia, di Forza Italia e di “100percentoSanremo” il messaggio del centro destra unito non ha completamente convinto l’elettorato. Rimane comunque la certezza della bontà del nostro progetto e soprattutto del programma dal quale la nuova amministrazione ha già preso spunto: i referenti delle frazioni per un dialogo concreto sulle piccole cose che affliggono le nostre vallate troppo spesso abbandonate e ricordate solo quando i cittadini diventano anche elettori; la città della musica avendo nel nostro programma presentato un capitolo ad hoc proprio su questo tema; ecc», sottolinea Tomassini.

«La nostra sarà una opposizione costruttiva sui temi che condivideremo ma allo stesso tempo pronta a contrastare, anche con forte determinazione, le iniziative che considereremo nocive all’interesse della città. Ad esempio, The Mall ha aperto parzialmente e, come detto in campagna elettorale e nonostante la battaglia del vecchio consiglio in opposizione, vigileremo e proporremo azioni concrete a supporto dei commercianti del centro che sono preoccupati della retroazione negativa in termini di fatturato delle proprie attività. Negli ultimi mesi di campagna elettorale l’amministrazione uscente ha di fatto svuotato le casse comunali (circa tre milioni di euro) per asfalti e cantieri (es. rotonda della foce) dal chiaro “profumo elettorale” e oggi, conseguentemente, non hanno un euro per le manifestazioni estive».

«Questo – aggiunge – è stato possibile per via del fatto che non c’è più il patto di stabilità ed infatti il 75% dei sindaci è stato rieletto mentre nel 2014 solo il 48% dei sindaci era stato rieletto. Una lettura cinica ma realistica del fatto che operare nell’ultimo miglio favorisce una realtà percepita diversa da quella che il cittadino si ritrova subito dopo il voto. L’elettorato ha probabilmente avuto timore del “cambiamento”».

«Io ho rappresentato nel programma un cambio netto di passo sulle partecipate e sull’organizzazione dell’ente e tutto ciò ha inciso nella mentalità di coloro che vogliono conservare posizioni e piccole sfere di interesse – evidenzia Tommasini -. In un mondo che cambia velocemente e i denari dal governo centrale scarseggiano la meritocrazia, la competenza e la lungimiranza saranno elementi fondamentali per le attività amministrative nel futuro. Personalmente rappresenterò la lista “100percentoSanremo” in consiglio comunale unitamente all’amico Piero Correnti. La lista si trasformerà in movimento e per questo ci sarà un nuovo direttivo che guiderà la prossima fase: sviluppo, merito e territorio. Un movimento moderato e riformista che porterà avanti un percorso civico in modo innovativo e concreto aggregando tutti coloro che vorranno partecipare alla vita pubblica sotto un profilo diverso. Il nostro gruppo consigliare si confronterà costantemente con le altre forze in opposizione al fine di ragionare insieme sulle pratiche e sulle strategie».

«Per quanto riguarda le prime riflessioni in merito alle pratiche in consiglio comunale:

1) il sistema fognario (un’altra rottura è propria notizia di ieri) merita una manutenzione ordinaria urgente pari a 5-6 ml di euro (definita dai tecnici del mio gruppo di lavoro). Vogliamo sapere dall’amministrazione dove troveranno i denari per questi urgenti interventi, basilari per una città turistica, e come intenderanno affrontare seriamente il tema dei continui sversamenti a mare di un impianto che a nostro parere non funziona in modo adeguato.

2) Veniamo al palasport. Una forma di indebitamento assurda per il Comune e una spesa eccessiva per un risultato già vecchio come progetto (15 milioni di euro pari a 14.000 euro al mq). Meglio spendere e centralizzare le risorse sul mercato dei fiori che merita una attenzione particolare per il mondo floricolo e per il mondo dell’associativismo sportivo. Noi abbiamo proposto la Cittadella dello Sport, spero che prendano spunto dal nostro programma e ripensino seriamente all’utilizzo delle risorse pubbliche.

3) Il Casinò. Mi sono già espresso sulla speranza che sopraggiungano in questa partecipata strategica risorse cosmopolite e professionali che possano costruire nuove linee di ricavo in aggiunta al gioco tradizionale e alle slot. Altrimenti assisteremo ad un altro film di ricavi di vanno e vengono e poi si attesteranno intorno ai 40-43 ml di euro tracciando un lento declino della società con i ricavi da slot che pesano circa l’80% del totale. Senza competenze di settore di livello internazionale misurate sui risultati non penso che il Casinò sfugga al declino a mio parere annunciato.

4) Le partecipate di servizio. Già in campagna elettorale mi sono speso per la centralizzazione dei servizi idrico-elettrico e rifiuti per addivenire ad una multi-utility provinciale. Una società da 150-160 ml di euro capace di competere sul mercato nazionale e affrontare le sfide del futuro a partire dalla gara del 2024-2025 sulle rete elettriche. Senza una centralizzazione che crea sostanza non ci sarà un futuro roseo. Lo scorporo delle società porta solo tanti amministratori e posti in consiglio. Visione figlia di una vecchia politica che non mi appartiene. Peraltro ho visto la notizia che l’amaie energia ha preso in gestione una spiaggia. No comment.

Per il futuro continuerò a lavorare sul territorio per affermare, unitamente ad una squadra in cui credo fortemente, una idea moderata e riformista di politica che parte da valori quali la competenza e il sacrificio», conclude Sergio Tommasini.

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