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Pieve di Teco, ordinanza del sindaco contro l’abuso di alcol. Vietato bere dalle 20 alle 7

Vietato anche l'assembramento di persone in luoghi pubblici: genera schiamazzi e disturbo

Pieve di Teco. Per contrastare «gravi fenomeni di degrado sociale» dovuti all’abuso di alcol, il sindaco di Pieve di Teco Alessandro Alessandri ha firmato un’ordinanza restrittiva che vieta, per un mese, di consumare alcolici dalle 20 alle 7, o di acquistarli nei locali e di creare assembramenti in piazza Cavour e corso Mario Ponzoni per evitare schiamazzi e disturbi che hanno più volte richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

«È fatto divieto dalle ore 20:30 alle ore 7:00 di ciascuna giornata della settimana, di realizzare assembramenti, anche occasionali, non finalizzati alla fruizione sociale corretta dell’area, come ad esempio con bivacco con schiamazzi, gli spazi pubblici o aperti al pubblico in piazza Cavour e Corso Mario Ponzoni», si legge nell’ordinanza.

Per quanto riguarda il consumo di alcolici, sempre nelle medesime aree: «È fatto divieto dalle ore 20:00 alle ore 7:00 di ciascuna giornata della settimana, di consumare all’aperto bevande alcoliche di qualsiasi qualità, quantità e graduazione». E ancora, ma dalle 20,30 alle 7, è vietata la «vendita e la somministrazione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione ed in qualsiasi contenitore». Mentre il divieto di vendita per asporto «di qualunque bevanda in contenitori di vetro o lattina» è vietata dalle 20,30 alle 7 in tutto il territorio comunale.

A testimonianza dei problemi creati nel piccolo Comune della valle Arroscia da chi alza troppo il gomito, ci sono numerosi esposti dei cittadini, oltre a una dettagliata relazione dei carabinieri. Secondo le testimonianze, i raggruppamenti di persone che disturbano le quiete pubblica iniziano intorno alle 18 e sono causa, con il continuo consumo di bevande alcoliche, di «alterchi ad alta voce, aggressioni verbali anche nei confronti dei passanti, nonché a comportamenti offensivi alla pubblica decenza», si legge sempre nell’ordinanza. E non è tutto: il troppo alcol causa «litigi, risse e violenze come si evince anche da tracce ematiche e di vetri rinvenute sotto i portici nella notte tra il 4 e il 5 giugno scorso».

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