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La provincia di Imperia si svuota: aumentano i laureati in fuga all’estero

Nel 2017 18,8 giovani ogni mille laureati residenti hanno lasciato l'Imperiese. Dati Istat

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Imperia. Sono sempre più numerosi i giovani laureati che abbandonano l’Imperiese per realizzare i propri sogni e cercare lavoro altrove. Nell’aggiornamento annuale del sistema di indicatori del Benessere equo e sostenibile dei territori dell’Istat, ancora una volta il saldo migratorio dei ragazzi tra i 25 e i 39 anni con una laurea in tasca è negativo.

Per l’anno 2017 l’Istituto nazionale di statistica parla mediamente di 18,8 giovani ogni mille laureati residenti che hanno deciso di trasferirsi in un’altra regione o andare all’estero. Cinque anni prima il tasso risultava essere pari a -14,1 per mille laureati residenti.

Anche nelle altre province liguri si registra un saldo negativo, ma più contenuto: Savona è passata dal -4,8 del 2012 al -7,4 del 2017 mentre, addirittura, La Spezia è passato da un saldo negativo a positivo (-1,8 nel 2012 e 4,3 nel 2017). Perdite di ampia entità le ha invece riscontrate Genova che ha visto nel corso del tempo il proprio saldo invertirsi di segno da positivo a negativo: dal 2,9% del 2012 è passata al -2,5% del 2017.

A sua volta la media regionale descrive un territorio negli ultimi anni fortemente colpito dal fenomeno dei cervelli in fuga con un tasso di mobilità dei laureati che negli ultimo biennio è arrivato al -4,0% contro il -0,2% di sette anni fa. Un dato, tuttavia, in linea con quello nazionale (-4,1%).

Del resto, l’indicatore dell’Istat evidenzia saldi negativi diffusi in buona parte del Paese e indica nelle province di Latina, Verbano-Cusio-Ossola e Vicenza i territori che hanno subito le perdite maggiori in termini di capitale umano tra il 2011 e il 2017. Nello stesso periodo la Lombardia e l’Emilia-Romagna si confermano tra le regioni più attrattive: in particolare Milano, Bologna e Padova mantengono valori positivi per tutto il periodo.

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