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Cessione Imperia calcio, Riachi dopo il rilancio: «Risposta entro due giorni altrimenti investo altrove»

I nodi garanzie economiche e strutture sportive di Piani

Imperia. La cessione dell’Imperia (se avverrà) deve concretizzarsi entro un paio di giorni  per  permettere alla nuova proprietà di organizzare la prossima stagione.

Lo dice il giovane imprenditore italo-libanese Lorenzo Anas Riachi che insieme all’ex stella neroazzurra  Roberto Iannolo destinato a ricoprire un ruolo operativo è sempre più deciso ad acquistare il club.

Dichiara Riachi: «Attendo da Gramondo una risposta entro due giorni. Io ho rilanciato perché voglio fortissimamente l’Imperia per riportarla nel posto dove merita, nei professionisti. C’è da allestire la squadra e non c’è molto tempo da perdere. Per questo se non avrò una risposta entro il 7 giugno investirò su un’altra società ligure».

L’indiziata è il Savona calcio che il presidente Cristiano Cavaliere vuole cedere.

Fabrizio Gramondo intervistato da Riviera24.it dopo il rilancio del gruppo Riachi che pareggia, anzi, supera di 10mila euro la richiesta del club (400mila) ha detto che la proposta recapitata via mail sabato pomeriggio sarebbe stata valutata dai soci. Già una timida apertura dopo l’annuncio della fine di ogni trattativa.

Ma rimane il nodo strutture sportive di Piani e, a detta del numero 1 di piazza d’Armi, la mancanza da parte di Riachi della presentazione di adeguate credenziali e garanzie economiche.

Sul punto l’imprenditore italo-libanese ribatte: «Direi che 120mila euro per il solo titolo sportivo, viste le uscite e il valore del parco giocatori, sono sufficienti. Se reputano che la società valga di più mi facciano vedere un bilancio, dimostrino che lil club è senza debiti come dicono».

Le strutture sportive  Piani, sui quali si è diffusa in città la voce (non confermata)  di progetti e appetiti immobiliari e che sono gestiti da una Onluss parallela all’Imperia calcio pur ancora gravati da mutui,  sono valutati dalla proprietà da una cifra che parte da 300mila euro, mentre Gramondo & C. per la sola parte sportiva ne chiedono 400mila euro.

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