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Ventimiglia, vescovo Suetta smentisce QN e La Nazione: «Mai detto che sugli sbarchi ha ragione Salvini»

«E' stata una mascalzonata del titolista»

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Ventimiglia. «Il vescovo dei migranti si ricrede. “Sugli sbarchi ha ragione Salvini”». E’ il titolo apparso oggi su Quotidiano.net e poi su La Nazione a corredo di una lunga intervista al vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo Antonio Suetta. «Ma il titolo non rispecchia né le mie parole né il mio pensiero», dichiara Suetta, che annuncia di aver già mosso delle rimostranze alle testate giornalistiche che hanno sintetizzato in modo non corretto il suo discorso.

«E’ stata una mascalzonata del titolista – aggiunge il vescovo – Mentre l’intervista è stata pubblicata in modo corretto così non lo è stato per il titolo».

A far discutere, oggi, è soprattutto quel titolo, che riporta un virgolettato facendo dunque credere al lettore che si tratti di parole pronunciate da Suetta. Una dichiarazione accompagnata, per rinforzarla, dall’introduzione: ‘Il vescovo dei migranti si ricrede’. Un titolo certamente d’effetto, soprattutto per chi ricorda le immagini di Suetta accovacciato sugli scogli dei Balzi Rossi in mezzo ai migranti. Ma che non corrisponde a realtà.

Il prelato ha infatti dichiarato di non aver «cambiato idea sulla solidarietà verso chi si trova in una situazione di bisogno immediato, come nel caso degli immigrati sugli scogli nel 2015, ma già allora nutrivo perplessità sul multiculturalismo, su una società ridotta a semplice sommatoria di culture ed etnie, senza un’identità forte». In sostanza un monito lanciato all’Europa: quello di non perdere la propria identità cristiana. Un messaggio che ci si aspetta da un vescovo cattolico che ha il compito, in veste di cristiano, di diffondere il messaggio del Vangelo e quindi di conseguenza quello di difendere i valori occidentali basati sulle parole di Cristo.

Alla domanda «Salvini fa bene a tenere il punto sui ‘porti chiusi’ alle navi delle ong?», Suetta ha risposto ribadendo quanto già dichiarato prima: «Premesso che quando le tesi si portano avanti con degli slogan si rischiano incomprensioni, ritengo che un conto sia aiutare il prossimo nell’emergenza, un altro è organizzare in maniera stabile un’attività di soccorso in mare». E aggiunge, come riporta Quotidiano.net: «Tra i doveri di uno Stato c’è anche quello di governare i flussi migratori con umanità, verità e senso delle proporzioni. Nell’ottica di una redistribuzione dei migranti fra i Paesi dell’Unione è comprensibile che si chieda di indirizzare le navi anche verso altri porti europei o comunque di condividere l’accoglienza con altre nazioni. Anche perché non tutti i profughi vogliono restare in Italia».

«E l’accoglienza ‘senza se e senza ma’ predicata anche dal mondo cattolico?», chiede il giornalista e Suetta risponde: «Sono certo che la Chiesa ha fatto e fa molto con grande umanità e retta intenzione. Rimane il rischio che alcune realtà ‘solidali’ possano utilizzare il fenomeno migratorio per altri scopi: impoverire l’Africa per lasciarla alla mercé di certi potentati; favorire uno stravolgimento dell’identità europea attraverso l’approdo di masse umane disomogenee».

 

 

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