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‘RSA aperta': il progetto di Regione e Asl 1 imperiese spiegato a Vallecrosia fotogallery

Presenti l'assessore alla Sanità Sonia Viale e il direttore generale dell'ASL 1 Marco Damonte Prioli

Vallecrosia. «La visione innovativa della giunta regionale è quella di puntare all’integrazione ospedale-territorio. Leggendo i bisogni dei cittadini, oltre a rafforzare i presidi ospedalieri (e qui lo sappiamo perché abbiamo salvato il Saint Charles), si viene a conoscenza del fatto che le fragilità degli anziani, i casi di Alzheimer e demenza senile, sono bisogni sempre più importanti: per questo il sistema sanitario deve trovare risposte adeguate». Lo ha dichiarato il vice-presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale a margine dell’incontro intitolato ‘Nuovi progetti per una sanità del territorio’ che si è svolto stamani presso la sala polivalente del Comune di Vallecrosia.
Un’occasione di confronto, quella di oggi, sui servizi progettati e promossi dalla Regione e dall’Asl 1 in ambito provinciale, che rappresentano un esempio concreto di collaborazione e di sinergia tra enti, associazioni ed agenzie presenti sul territorio, volto ad implementare la rete di servizi destinati agli anziani.

Nuovi progetti sanità

Il progetto, che verrà attuato entro la fine del 2019, si baserà sostanzialmente sulla creazione di una ‘Residenza Sanitaria Assistita (RSA) aperta’: con le residenze protette che potranno offrire cure e prestazioni ambulatoriali o a domicilio. «Daremo alle RSA nuove opportunità per sopravvivere rispetto alle difficoltà del momento – ha spiegato la Viale – Dando però anche risposte serie ai cittadini. Andiamo a tutelare il patrimonio di esperienze e professionalità di quelle che sono le residenze del nostro territorio, andando incontro alle esigenze e agli emergenti bisogni dei nostri cittadini».

Marco Damonte Prioli, direttore ASL 1 imperiese

«Si tratta di un nuovo modello assistenziale che prevede che quelle strutture che sono distribuite in particolare nell’entroterra, dove abbiamo più necessità di trovare modelli innovativi di risposta sanitaria, abbiamo la possibilità di erogare altri servizi al di fuori di quelli residenziali – ha dichiarato Marco Damonte Prioli, direttore generale dell’ASL 1 imperiese – Potranno infatti offrire attività di accoglienza, attività ambulatoriale, attività di supporto sociale, aggregazione degli anziani, terapie occupazionali, incontri. Oltre a questo, i professionisti delle RSA si recheranno a domicilio dei nostri cittadini per dare assistenza socio-sanitaria a chi ha bisogno».

Per i primi tre anni il progetto verrà finanziato con fondi europei, dopodiché i finanziamenti arriveranno dalla Regione Liguria che attualmente, per le RSA convenzionate spende in tutto il territorio 300milioni di euro all’anno.

Le RSA presenti in provincia sono una trentina, per circa 780 posti letto. «Ma i bisogni sono molti di più – conclude la Viale – Bisogna valutare quante persone possono essere curate e assistite a casa, perché io ritengo che l’obiettivo di tutti sia quello di poter rimanere a casa propria, anche in un momento di difficoltà, seguiti ovviamente da professionisti».

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