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Pista ciclabile, Rifondazione Comunista Diano Marina: «E’ un optional che non riveste alcuna importanza»

«La nostra proposta è che la ciclabile, per motivi turistici, commerciali, paesaggistici, si sviluppi lungo la passeggiata a mare di Diano, con la fondamentale interconnessione, presso il torrente San Pietro»

Diano Marina. «”La pista ciclabile la facciano dove vogliono, purché non venga spostata la via Aurelia, non ammettiamo che il centro di Diano Marina venga tagliato in due da un’arteria statale”. Questo sosteneva qualche giorno fa il signor Gramondo» – fa sapere Rifondazione Comunista Diano Marina.

«Riteniamo che sia il caso di tornare a fare il punto sulla ciclabile: per te, caro Gramondo, la ciclabile è un optional che non riveste alcuna importanza e quindi la sua realizzazione e la sua collocazione sono del tutto secondarie se non irrilevanti. A voler essere benevoli, questa è una visione antiquata, e non mi riferisco alla tua età che è la stessa di chi scrive, ma per la miopia che troppo spesso attanaglia chi vorrebbe occuparsi di cosa pubblica: non vedere al di là del proprio naso.

Chi si occupa di turismo e tiene in considerazione il trend internazionale di questa attività, che è fondamentale e quasi esclusiva per Diano Marina, per la Riviera e per l’intera costa ligure-tirrenica, ha colto nella ciclabile costiera la vera ed unica novità di rilievo nel panorama dell’ offerta turistica. Non a caso parliamo di ciclabile costiera. Se si trattasse di fare una ciclabile fra Bollate e Milano la principale esigenza sarebbe quella di abbattere la produzione di polveri sottili emesse dai motori a combustione interna.

Nell’Italia del Turismo – che continuiamo a definire strategico ma che poco sappiamo valorizzare – la ciclabile ha un percorso obbligato: fra la terra ed il mare. Nella nostra Riviera, prediletta dal turismo nord europeo, la presenza di una ciclabile costiera offre un appeal assolutamente significativo ed esclusivo. Detto questo, si possono anche valutare diverse opzioni, ma se non ci vuole rendere conto dell’importanza di questa struttura, non si va, turisticamente, lontano. La nostra proposta, lo ribadiamo, è che la ciclabile, per motivi turistici, commerciali, paesaggistici, si sviluppi lungo la passeggiata a mare di Diano, con la fondamentale interconnessione, presso il torrente San Pietro, con la nuova stazione ferroviaria.

L’Aurelia dovrebbe rimanere accessibile, almeno in un senso di marcia, per le emergenze e per le attività produttive (se del caso ad orari stabiliti), eliminando così finalmente quella violenta cesura fra la città e le sue spiagge. Il percorso, in un solo senso di marcia, parzialmente utilizzando il sedime ferroviario, sarebbe in ogni caso un “taglio” irrisorio rispetto a quello realizzato per oltre un secolo dalla vecchia linea ferroviaria.

Quest’ultima poi dovrebbe ben essere sfruttata, dall’ex passaggio a livello di Villebone – o da corso Europa, o da via Agnese – per una metropolitana leggera che colleghi Diano ad Imperia ed a tutti i servizi (scuole, Palasalute, Provincia, ecc.) come più volte abbiamo suggerito alla amministrazione comunale di Imperia: da Diano al Prino in poco meno di 30 minuti, accedendo a tutti i servizi.

Come poi definire a livello puntuale il percorso della ciclabile (su una corsia dell’ Aurelia ci pare la soluzione più ovvia e di buon senso, oppure utilizzando parte dei marciapiedi) non è in questa fase nostro compito. Ma riuscire ad immaginare una continuità per questa arteria fondamentale del turismo attuale e venturo, che dalla “incompiuta”prosegua per Viale Torino e la Passeggiata di Diano e si connetta alla nuova ferrovia, in un futuro che solo una certa limitatezza può continuare a rimandare, è esercizio di modernità e di visione strategica» – dice il Partito della Rifondazione Comunista – Circolo Dianese “Giambattista Acquarone”.

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