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Imperia, Fossati ad Abbo: «Disastro Rivieracqua? Colpa di Capacci e della sua amministrazione»

Replica del vicesindaco alle accuse di Guido Abbo rivolte a Claudio Scajola e a Luigi Sappa

Imperia. Il videsindaco Giuseppe Fossati affida a un comunicato una pungente replica al capogruppo all’ex vicesindaco e attuale capogruppo  di “Imperia al centroGuido Abbo sulle elezioni provinciali e sulle responsabilità del “disastro” Rivieracqua.

«Il consigliere Guido Abbo -scrive Fossati – interviene di rado, poiché evidentemente ha poco da dire. Quando interviene, peraltro, lo fa spesso a sproposito, mostrando un rancore ed una acidità tipiche dello sconfitto che non sa accettare il giudizio impietoso degli elettori.
Ne prendo atto, ma quando esagera, come oggi, credo sia opportuno intervenire per fare qualche puntualizzazione. In sostanza Abbo, da un lato, sostiene che Claudio Scajola abbia rinunziato a candidarsi a presidente della Provincia in quando certo della sconfitta contro Conio e, dall’altro lato, si compiace della situazione, atteso che, secondo lui, Claudio Scajola, par di capire tramite quel galantuomo di Luigi Sappa, sarebbe responsabile del disastro di Rivieracqua.

Ora, è vero che Guido Abbo ci ha abituato a poche idee e pure confuse, ma le tesi proposte oggi hanno veramente dell’incredibile. Il Presidente Sappa e, a maggior ragione, Claudio Scajola, non ha nessun responsabilità del disastro Rivieracqua e dello strettamente connesso disastro di Amat, società per le quali è pendente proposta di concordato preventivo, per evitarne il fallimento. Le responsabilità, caro Guido Abbo, sono, in gran parte, di chi ha amministrato il Comune di Imperia dal 2013 al 2018, ossia laAmministrazione di cui lei era vice sindaco, con delega alle Partecipate, che non ha fatto nessuna scelta, che non ha inciso minimamente sulle scelte della Provincia, che ha completamente abdicato al ruolo che il Comune capoluogo avrebbe dovuto avere, che ha abbandonato a se stessa la governance di Rivieracqua ed ha distrutto il bilancio di
una società gioiello come Amat.

Quanto poi alla rinunzia alla candidatura di Claudio Scajola a Presidente della Provincia, si è trattata di una scelta generosa, diretta ad evitare un nuovo scontro che avrebbe dilaniato politicamente il nostro territorio.

Lei si dice certo che Conio avrebbe vinto. Visto che lei notoriamente non azzecca una previsione, ritengo sia altamente probabile il contrario.

Personalmente penso che Scajola avrebbe vinto, atteso che aveva già raccolto oltre 190 firme di consiglieri comunali e di circa 50 Sindaci (su 66) a suo favore. È pur vero che alcuni Sindaci di città importanti si erano opposti alla sua candidatura e che la partita, pur vedendo in netto vantaggio Scajola, sarebbe stata aperta e difficile.

A questo punto, quindi, piuttosto che spaccare la Provincia e, probabilmente anche qualche amministrazione comunale (atteso che molti consiglieri dei Comuni ‘oppositori’ avrebbero votato contro le indicazioni del loro Sindaco), Scajola ha scelto di rinunciare e lavorare per una soluzione condivisa da tutti e che rappresentasse tutte le anime politiche in contesa, per cercare di unire e non dividere. Fedele al motto della nostra campagna elettorale, “aperti a tutti, contro nessuno”.
Ha fatto bene, ha fatto male? Non mi permetto di giudicare, mi rimetto al suo giudizio ed alla sua esperienza e competenza, nemmeno paragonabile alla mia. Sarebbe bene che lo facessero anche altri.

Da ultimo, una ragionamento facile facile, che forse anche Guido Abbo può capire: c’è qualcuno dotato di senno che pensa veramente che se Conio, e quindi lo schieramento Toti, fosse stato sicuro di vincere, avrebbe rinunciato ed avrebbe accettato un accordo in cui la Presidenza andrà al Pd e dove la Lega non sarà nemmeno rappresentata in Consiglio provinciale? In altri termini, c’è qualcuno che crede alle favole, come Guido Abbo?

Credo che quando si fa un accordo, nessuno debba cantare vittoria, non è elegante.  Tuttavia, se in questa vicenda c'è uno sconfitto, caro Guido Abbo, quello non è certo Claudio Scajola».

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