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Ospedaletti, il primo confronto tra i candidati è sul futuro di Baia Verde foto

Blancardi, Cimiotti e Lugarà hanno partecipato all'evento di presentazione del libro "Il mare privato"

Ospedaletti. Il primo confronto tra i candidati alla carica di sindaco si è tenuto ieri sera presso il B&b La Mimosa del Golfo in strada Costa dei Pini, location ideale, con la sua vista sul porto, per mettere al centro del dibattito il tema dell’approdo turistico di Baia Verde.

Ospite della serata, alla quale hanno partecipato il primo cittadino Paolo Blancardi e gli sfidanti Daniele Cimiotti e Valentina Lugarà, è stato il giornalista Fabio Balocco, autore di un libro-inchiesta sui porti turistici italiani.

Presenti, oltre a loro, anche numerosi cittadini e alcuni esponenti dei due comitati che si sono battuti, nel corso di questi anni, per impedire l’incompiuta della Città delle Rose.
I tre i candidati si sono detti determinati nella volontà di portare a termine il porto. La variante urbanistica predisposta dall’attuale amministrazione (la quale fissa alcuni paletti sulle destinazioni d’uso delle opere a terra) e la strategia della gara europea di un project finincing proposto da privati, accomuna, in termini di visioni, Cimiotti e Lugarà a Blancardi.

Per la giovane avvocato ospedalettese, tuttavia, ci sono alcuni passaggi che destano preoccupazione: “Non è vero che chi subentrerà al fallimento di Fin.Im. (la società che aveva iniziato i lavori, ndr), risparmierà 4 anni di tempo come sostiene il sindaco. Ho anche serie perplessità che possa esserci qualcuno veramente disposto a investire oltre 50 milioni di euro in questo progetto”.

Il geometra Cimiotti vuole ribadire l’importanza che l’opera venga terminata: “Sono stato tra i primi promotori del Porto di Ospedaletti, anche se è vero che il porto pensato all’epoca della giunta Ghiraldelli era delle dimensioni di quello di Bordighera. Dopo aver passato 40 anni della mia vita a occuparmi di opere pubbliche nel mondo, non posso che essere favorevole all’intervento. E’ molto importante - continua - che l’amministrazione giunga a un accordo extragiudiziale tra le parti in causa e il fallimento perché la giustizia in Italia non funziona”.

Chiude il sindaco: “Abbiamo più soggetti interessati a investire, uno dei quali ha già presentato una proposta alla quale, però, non abbiamo potuto dare seguito per motivi tecnici. E’ arrivato anche il via libera dalla Regione e nel prossimo consiglio comunale porteremo la variante per l’approvazione definitiva. Nell’idea di porto che vogliamo, abbiamo già fissato dei limiti al sorgere di supermercati e incentivato uno sviluppo basato sulla vocazione turistica ricettiva. Troveranno spazio, inoltre, una piccola area cantieristica, percorsi verdi e tornerà la balneabilità della spiaggia a levante”.

Il piano B se nessun privato si dovesse fare avanti? Non c’è. La legge prevede che quanto realizzato con il passare degli anni diventi automaticamente un bene delle Stato. E allora si vedrà.

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