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Nella Riviera dei Fiori non piove più e la siccità può distruggere l’agricoltura

Il meteorologo Pennellatore: «Parlare di siccità è riduttivo, il termine più appropriato è aridità»

Imperia. Non piove da quaranta giorni. L’ultima precipitazione è stata registrata il primo giorno del Festival di Sanremo, il 5 febbraio. Centoventi millimetri di acqua. Uno scroscio abbandonante che ci sta facendo vivere di rendita ma che non basta a invertire la tendenza: le condizioni climatiche stanno toccando un nuovo record negativo, rischiando di mettere a dura prova coltivazioni ed ecosistemi.

«Sul territorio i dati registrano un 22% in meno di precipitazioni a fronte del 40% nazionale – spiega il meteorologo Achille Pennellatore –. Guardando i livelli raggiunti, parlare di siccità è riduttivo, il termine più appropriato è aridità. L’ultima pioggia risale a febbraio e l’andamento nei mesi autunnali non è dei migliori. Lo scorso weekend è scesa della pioviggine, una quantità irrisoria tanto che non è neppure scattato il pluviometro». Una situazione preoccupante, specie considerato che, secondo le statistiche, il valore medio delle precipitazioni del primo semestre dovrebbe aggirarsi intorno i 200 mm. Anzi, per essere precisi, sulla fascia litoranea dell’Imperiese i valori  minimi annui dovrebbero scendere poco al di sotto di 700 mm nella parte occidentale della provincia con totali decrescenti procedendo verso il confine francese.

«Con marzo avrebbe dovuto aprirsi il secondo periodo delle piogge, così non è stato – continua l’esperto del tempo –. Ma attendiamo aprile e maggio per tirare delle somme certe. Perché non piove? Per una concomitanza di fattori.  Anzitutto, in questo momento ci sono correnti a noi sfavorevoli e poi, senza dubbio, i cambianti climatici in corso. Ci stiamo tropicalizzando, è aumentata la temperatura, la pioggia è diminuita e l’umidità è sempre più alta. Siamo fortunati, il clima da noi ha ancora quelle caratteristiche per cui siamo conosciuti in tutto il mondo, non ha, insomma, smesso di essere mite, ma ciò non toglie che le condizioni stanno cambiando, con conseguenti effetti sulle coltivazioni».

Al riguardo, se la protratta assenza di precipitazioni sta mettendo in ginocchio i campi agricoli nel resto del Nord Italia, nel Ponente Liguria il quadro è, per il momento, più favorevole. «Ad oggi non registriamo particolari problemi – sottolinea Andrea Baldizzone, presidente di Coldiretti Sanremo-Ospedaletti –. La situazione è più critica nelle aree cerealicole del Piemonte e della Lombardia, ciò non toglie che non piove da 40 giorni e se continua così avremmo, come accaduto in passato, conseguenze negative anche noi. Basti pensare che Regione Liguria ha già emesso lo stato di grave pericolosità per incendi con il divieto di bruciare nelle zone boschive e nelle campagne».

 

 

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