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Imperia, arriva il nuovo il prefetto: è Alberto Intini ex questore di Firenze

In una intervista a proposito delle chat di presidio del territorio: «La giustizia fai da te non sarà mai tollerata»

Imperia. Arriva domani al posto di Silvana Tizzano, che lascia il capoluogo per andare a Pavia.

Alberto Intini è un superpoliziotto:  in polizia dal 1981,  dal 1992 al 1999 ha diretto la sezioni rapine, omicidi e criminalità organizzata alla questura di Roma. E’ stato all’Interpol e nel 2003 è tornato a Roma come capo della mobile. Dal primo agosto 2007 ha diretto la polizia scientifica e nel 2009 è diventato questore di Benevento per passare a Latina.

E’ stato anche presidente dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. Esperto di criminalità organizzata e crimini violenti, ha guidato anche inchieste sulla banda della Magliana.

In qualità di direttore del Servizio polizia scientifica, si è occupato dell’omicidio del caso Meredith Kercher.

In una intervista rilasciata alla edizione fiorentina de “La Repubblica“, Intini si è anche espresso a proposito dei gruppi di presidio del territorio, su Facebook e WhatsApp che stanno prendendo piede anche in provincia di Imperia, in particolare nel capoluogo.

«In linea di principio – ha detto Alberto Intini –  sono senz’altro favorevole. Sia chiaro, però, se il percorso deve essere avviato è proprio perché non vogliamo ronde né sceriffi, la giustizia fai da te non sarà mai tollerata. Queste chat, che definirei “gruppi di vicinanza”, devono essere solo un’occasione per aumentare le antenne sul territorio, il cittadino non deve agire direttamente tranne che per difendersi, perché non ha le capacità giuridiche e tecniche per farlo. Non gli verrà mai chiesto di intervenire, né vogliamo incentivare queste azioni. Rischio di ingolfare gli uffici con le segnalazioni? c’è, anche per questo motivo serve una regolamentazione del fenomeno. Un’idea può essere quella di creare dei referenti per ogni zona, che raccolgano i messaggi con il tramite dei presidenti e delle strutture del quartiere. In questo modo le segnalazioni arriverebbero a noi già filtrate e soprattutto arricchite dall’apporto di diverse persone, un passaggio fondamentale. Una soluzione di questo tipo ci troverebbe senz’altro favorevoli, sarebbe una risorsa importante che potrebbe regalare anche spunti investigativi».

 

 

 

 

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