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Il Coro Filarmonico Musica Nova di Sanremo in concerto al Teatro dell’Opera di Nizza

Appuntamento venerdì 29 marzo alle 20 e sabato 30 marzo alle 16

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Sanremo. Con l’Orchestra Filarmonica di Nizza, il Coro Filarmonico di Nizza , il Coro di voci bianche dell’Opera di Nizza e con la direzione musicale del Maestro György G. Rath , il Coro Filarmonico Musica Nova si esibirà in un’opera contemporanea entusiasmante che ha comportato un impegno notevole nella preparazione; ancora una felice collaborazione che vedrà il coro protagonista di un duplice spettacolo: venerdi 29 marzo alle 20 e sabato 30 marzo alle 16 presso il teatro dell’Opera di Nizza.

Il Filarmonico Musica Nova ha sede a Sanremo, dove nasce e si propone come riferimento per coristi ed appassionati di canto corale del ponente ligure; negli ultimi anni ha risposto a nuove suggestioni e programmi di alto livello, collaborando anche con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, grazie ad una direzione attenta alle scelte di repertorio e alla tecnica vocale.

Scritto dal compositore svizzero Arthur Honnegher ed eseguito per la prima volta nel 1938 a Basilea, Jeanne d’Arc au bûcher (Giovanna d’Arco al rogo) è un affresco musicale costruito come un flashback in cui Giovanna al rogo ripensa al suo processo e ai suoi giorni più giovani illustrati dalla musica evocativa e innovativa dell’autore, dal suo temperamento costruttivo e dalla sua vena sanguigna che aggiunge ruoli e attori parlanti.

Honnegher era persuaso che il futuro dell’opera non risiedesse nelle forme tradizionali bensì in un assetto che prevedesse il contributo di nuove arti, ciò era indispensabile per parlare ancora al pubblico del XX secolo.
Fin dal 1925 Ida Rubinstein, danzatrice e direttrice artistica sollecitò Honnegher a comporre per lei un lavoro ambientato in epoca medievale, la stessa aveva commissionato un lavoro tratto dagli atti del processo a Giovanna d’Arco, la scelta cadde su Paul Claudel la cui impostazione favoriva, ai fini musicali, la convivenza di stili e linguaggi eterogenei, dal popolare al sublime.

L’intreccio di canto e recitazione contribuisce ad accentuare il tragico del soggetto; spezzoni di parlato, canto, monologhi, si alternano in un contrasto di toni e sentimenti. La Jeanne d’Arc divenne uno dei lavori più fortunati di Honnegher oltre a segnare un punto fermo nella sua evoluzione creativa.

Prima esecuzione 1938 a Basilea, successo immediato; ripetuto ad Orléans nel 1939, e poi ancora a Basilea, a Zurigo, a New York, Bruxelles, Strasburgo, Lucerna, Montreal. Una vitalità merito della musica di Honnegher che, partita per servire il testo di Claudel fedelmente, fa leva su una musicalità popolaresca che aggira l’ingombrante retorica del testo letterario.

Lo spettacolo è costituito dal Prologo e da undici scene: la Francia desolata brancola nelle tenebre, una voce recitante annuncia il nome di Giovanna che appare insieme a Frate Domenico che ha in mano il libro della vita della pulzella d’Orléans. La prima pagina si fissa sul quadro infernale del tribunale: come frecce piovono le accuse di eresia, apostasia, stregoneria e condanna al rogo. Non preti ma bestie sono gli accusatori di Giovanna: Porcus il presidente di giuria, pecore pavide e belanti i giudici a latere, Asino il cancelliere.

Giovanna si domanda perché sia abbandonata da tutti però lei è solo una pedina nel gioco del Potere in cui i Re cambiano posizione ma i Vizi restano sempre al loro posto, Giovanna è la posta in gioco e l’allegoria procede fino alla fine quando a lei che rifiuta di ritrattare appare il conforto della Vergine, mentre sale trasfigurata ai santi, il coro canta: ”Nessuno ha un più grande amore che donare la propria vita per coloro che ama”.

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