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Giornata mondiale dell’acqua, a Imperia più del 35% è sprecata

Lo dice l'Istat che in occasione della ricorrenza, svoltasi il 22 marzo, ha divulgato i dati sulle risorse idriche nazionali

Lo scorso venerdì si è festeggiata la Giornata mondiale dell’acqua, una ricorrenza istituita dalle Nazioni unite nel 1992 e celebrata per la prima volta nel 1993.

Il 22 marzo di ogni anno gli stati membri sono invitati alla promozione dell’acqua istituendo attività concrete nei loro paesi. Questo giorno viene utilizzato come momento per attirare l’attenzione del pubblico sulla critica questione dell’acqua nella nostra epoca e allo stesso tempo promuovere una gestione sostenibile delle risorse idriche.

Le organizzazioni interessate hanno messo in luce il fatto che il 30% della popolazione mondiale non ha accesso all’acqua pulita e che la struttura patriarcale determina la priorità nel beneficio dell’acqua disponibile, inoltre il 28 luglio 2010 l’Onu ha riconosciuto il diritto all’acqua potabile e alle strutture igienico-sanitarie come un diritto umano fondamentale.

Ogni tre anni dal 1997 il World Water Council convoca un Forum mondiale per raccogliere contributi e discutere sui problemi locali e globali insieme ad un responsabile per ogni continente.

Quest’anno la Giornata mondiale dell’acqua ha come tema principale “Nature for water” ovvero “La natura per l’acqua”. Uno dei tanti obbiettivi è cercare delle soluzioni che la natura stessa offre per conservare il ciclo naturale dell’acqua evitando che vengano sprecate le risorse idriche del nostro pianeta. In secondo luogo, c’è quello di migliorare la qualità dell’acqua riducendo il rilascio di sostanze chimiche pericolose, diminuire l’inquinamento eliminando gli scarichi, dimezzare la percentuale di acque non trattate e ridurre la produzione dei rifiuti aumentando il riciclaggio globale entro il 2030.

Anche le guerre influiscono sul consumo dell’acqua, tanto che i dati riportano la quasi impossibilità da parte dei paesi in guerra di usufruire delle acque potabili.

Il 2019 in Italia si presenta come un anno critico per il fabbisogno d’acqua, questo accade a causa del riscaldamento globale che sta avendo effetti sul ciclo dell’acqua, alterando la distribuzione, i tempi e la qualità. In alcune zone d’Italia si sta ripresentando la situazione del 2017, la seconda stagione più secca dopo gli anni ’60. In quell’anno la quantità delle precipitazioni è stata inferiore alla norma e la temperatura media era aumentata notevolmente. Con un riscaldamento globale di 2°C, la popolazione europea con la quantità d’acqua più scarsa potrebbe aumentare, dagli attuali 85 milioni, fino ad arrivare a 295 milioni, soprattutto nei paesi del Mediterraneo.

In provincia di Imperia la situazione non è delle migliori. Basta pensare che ad oggi il livello di siccità è piuttosto alto, con precipitazioni sempre più scarse. L’ultima, ad esempio, si è verificata più di 40 giorni fa. Un arco temporale troppo ampio considerando il periodo, tradizionalmente piovoso. I cittadini, inoltre, non sembrano così consapevoli della necessità di salvaguardare un bene prezioso come l’acqua. Secondo l’Istituto nazionale di statistica (report del 2017), nel solo capoluogo più del 35% delle risorse idriche vengono sprecate e al giorno vengono consumati oltre 240 litri di acqua. 

C’è bisogno da parte della popolazione un maggior impegno a modificare le proprie abitudini con l’ambiente. Per sensibilizzare la tematica, il 30 marzo 2019 alle ore 20.30 (orario italiano) è prevista un’iniziativa del WWF denominata Earth Hour che consiste nel gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora affinché cittadini e imprese possano unirsi nella volontà di limitare i cambiamenti climatici entro il 2030.

(Articolo scritto dalla redazione di R24 Young con la collaborazione di Mariapaola Grasso e Erja Frisiani Parisetti della 3AM del Liceo Artistico “Amoretti” di Imperia)

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