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Diano Marina, articolato progetto di Rifondazione comunista per la ciclabile

Percorsi e viabilità: un collegamento tra Diano e Imperia sfruttando il sedime dell'ex ferrovia

Diano Marina. Si riparla, finalmente, di ciclabile del Ponente anche per la parte che riguarda Diano Marina. Noi ribadiamo le nostre idee, condivise allora (2017) dal sindaco Giacomo Chiappori, oltre che da gran parte della cittadinanza.  Muovono innanzitutto dalla consapevolezza del suo valore strategico per il turismo. Per questo indicammo come indispensabile il percorso fronte mare.

Di seguito riportiamo, confermandole, le nostre proposte di allora e le argomentazioni che ne stanno alla base.
La ciclabile del ponente, per tutto il territorio che attraversa, rappresenta forse l’ unica occasione di novità per una offerta
turistica che, nonostante varie iniziative puntuali, resta asfittica, poco efficace, talora “vecchia”. Dunque: prima viene la
ciclabile con le sue esigenze tecniche e culturali (pendenze ridotte, qualità dei paesaggi naturali ed urbani attraversati,
connessioni con gli entroterra, punti di ristoro, …),  ed a queste esigenze devono adeguarsi il trasporto pubblico, la
viabilità, i parcheggi.
Ciclabile.
Limitandoci all’ attraversamento di Diano Marina, una volta arrivati dall’ Incompiuta ai Landini, per arrivare a San
Bartolomeo, non ci sono alternative alla ciclabile che il suo proseguimento “lungomare” su Viale Torino e l’ Aurelia; su
quest’ ultima il percorso potrebbe essere previsto al posto della linea di parcheggi addossata alla passeggiata (parcheggi che,
per inciso, dovendo essere in linea e non a pettine, non sono neppure tanto numerosi).
E questo per diversi motivi che chiunque può capire: qualità del paesaggio – anche urbano -, ampia offerta di punti di
ristoro, logicità e agevolezza del percorso.

Fondamentale sarà la creazione di una pista ciclabile “verticale” che connetta il lungomare con la stazione (“fermata”)
nuova a San Pietro. Giungere in treno con la bici al seguito, magari da Amsterdam o Francoforte, e di qui proseguire con
la stessa per la pista ciclabile più bella d’ Europa, raggiungendo il mare proprio a Diano Marina rappresenterà una ghiotta
occasione per il turismo, oltre che un ottimo servizio.

Sarà necessario alberare con cura tale tratto, per renderlo gradevole a tutti e praticabile anche da chi non è in vacanza e non
è quindi disposto a sudare troppo: per questo sarà indispensabile che le imprese che eseguiranno le opere vengono
convinte a rispettare al massimo, la vegetazione arborea qua e là già presente sull’ Argine sinistro (via Rossini), oltre che
prevedere la piantumazione di essenze idonee (ombreggianti, robuste, sufficientemente rustiche, preferibilmente
autoctone).
Viabilità.
Stabilito che questo è il percorso della ciclabile, vediamo come adeguare la viabilità automobilistica:
Riaffermiamo la necessità di utilizzare il sedime della vecchia ferrovia per sostituire l’ Aurelia realizzando un senso unico da
Levante a Ponente sul tracciato ferroviario da Via della Rovere, dove l’ Aurelia è tangente alla linea ferroviaria per
reinserirsi sulla Aurelia a doppio senso – tramite via Agnesi – all’ inizio della salita del Berta. Tale percorso è realizzabile
senza grandi opere e, con un solo senso di marcia, consentirebbe la realizzazione di un numero significativo di parcheggi in
via alla Rovere, via Saponiera, via Lucus Bormani (Campo sportivo), via Nazario Sauro, via Soprana alla Foce, via Angiolo
Silvio Novaro: gran parte di queste vie sono attualmente destinate al traffico e non consentono, se non rari, posti auto;
oltre, naturalmente, alla zone della Stazione Vecchia. Il senso unico contrario dell’ Aurelia da Ponente a Levante inizierebbe prima del cavalcavia Ferroviario, all’ altezza di via Francesco Agnese, mantenendo esattamente il percorso attuale.
Questa soluzione, non eliminando completamente il traffico sul lungomare (cosa peraltro auspicabile sotto diversi altri
punti di vista), ma consentendolo da Ovest verso Est, manterrebbe un accesso automobilistico allo stesso lungomare, pur
rendendo possibile la realizzazione della ciclabile sull’attuale Aurelia e, soprattutto la creazione di un buon numero di
parcheggi sulle vie già citate (Saponiera, ecc.), oltre che nell’area della vecchia stazione.
Metro Diano-Imperia Un’ altra grande opportunità è offerta dall’ utilizzo della ferrovia vecchia fra il passaggio a livello di Via Villebone (o la grande curva di Corso Europa: a seconda delle soluzioni trovate per il senso unico di cui sopra) e la Spianata di Oneglia,  meglio ancora, Borgo Prino, attraverso le vecchie stazioni di Oneglia e Porto Maurizio, per una Metropolitana leggera: uno o due vagoni che percorrano avanti e indietro questo tratto offrendo un servizio, non solo turistico, ambientalmente compatibile, efficace, poco oneroso.con il trasporto bici, – magari gratuito – fra il Prino, il Parco Urbano e la Spianata si ovvierebbe alle oggettive difficoltà dell’ attraversamento ciclabile di Porto Maurizio.

Insomma: la ciclabile è davvero opera strategica, e la notorietà internazionale di cui gode il tratto già esistente ne è la
riprova; ancor più per il Dianese in cui le presenze dal centro/nord Europa sono storicamente consolidate e
corrispondono ad una tipologia particolarmente sensibile al mondo del Byke e del Trekking.; si aggiunga che essa può
svolgere un interessante ruolo nell’ alleggerimento del traffico locale, consentendo spostamenti, anche per lavoro, in
condizioni ambientali difficilmente riscontrabili sulle piste ciclabili frequentate quotidianamente da decine di migliaia di
lavoratori nelle grandi e piccole città di pianura.

La metropolitana leggera aggiunge un servizio pubblico d’ eccellenza, sia per la cittadinanza – specialmente studenti e
cittadini a pendolarità abituale – sia per il Turismo.

Il Trasporto gratuito della bici fra il Prino o la Fondura o la ex stazione ferroviaria di Porto risolverebbe l’ attraversamento ciclabile del promontorio di Porto Maurizio, diversamente piuttosto complesso. Si tratta, peraltro, dell’ unico
razionalmente possibile e fecondo utilizzo delle gallerie ferroviarie del Berta e di Porto Maurizio

Riassumiamo.
1. La realizzazione della pista ciclabile sul lungomare in continuazione dell’ incompiuta.
2. Lo spostamento del traffico Est Ovest dell’ Aurelia sul sedime ferroviario da Via della Rovere all’ inizio del Berta
3. La realizzazione del tratto ciclabile mare/stazione San Pietro e la sua alberatura.
4. La realizzazione della Metropolitana leggera, sull’ antico sedime ferroviario, a partire da Corso Europa verso
Imperia, come supporto alla Pista e come efficace servizio di trasporto, non solo turistico.

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