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Comune, Servizi sociali la minoranza chiede chiarezza sulle borse lavoro

Angelo Basso (Diano Riparte) scrive al sindaco Giacomo Chiappori

Diano Marina. “Le Borse lavoro sono state abolite dalla Regione nel 2017, eppure il Comune afferma in modo formale di avere attribuito nel 2017 e nel 2018 un certo numero di tali borse”.

L’ex sindaco e consigliere comunale di Diano Marina Angelo Basso, scrive al primo cittadino della Città degli Aranci Giacomo Chiappori a proposito dell’attribuzione di borse-lavoro.

La nuova legislazione – prosegue Basso –  infatti, prevede che gli interventi, da tale data, assumono connotazioni diverse. A questo punto non si riesce, quindi, a comprendere il senso delle risposte fornitemi dagli uffici comunali a proposito di questo problema.  Alle borse lavoro sono subentrati  i ‘percorsi integrati di inclusione socio-lavorativa’  attivabili a favore di quelle persone per le quali è perseguibile il recupero di abilità lavorative tali da consentire il successivo inserimento occupazionale attraverso un percorso tutelato di acquisizione di capacità di adattamento all’ambiente e di avvicinamenti al mondo del lavoro. Per chiarire meglio, a mio parere di questi interventi non possono certo usufruire, per esempio, i pensionati. Ai  tirocini di formazione in situazione subentrano i ‘percorsi integrati di formazione in situazione’ attivabili a favore di quelle persone per le quali i servizi pubblici ritengano utile attivare esperienze formative in situazione con l’obiettivo di acquisire capacità relazionali e professionali propedeutiche ad un successivo percorso di inserimento  lavorativo. Sono strumenti particolarmente duttili nel caso di soggetti portatori di bisogni di crescita individuale ancora in parte indeterminati in quanto consentono loro di acquisire ruolo e identità sociale, idem per quanto riguarda altri istituti come l’Ilsa, i ‘Percorsi di inclusione sociale attiva’. Nell’ambito di questo percorso, a fronte di un sostegno economico, viene richiesto alla persone un impegno a svolgere attività di pubblica utilità, a partecipare a attività di socializzazione e percorsi di formazione volti a garantire un recupero delle autonomie sociali e un minimo livello di sussistenza.  Per fare ancora più chiarezza. Quale deve essere la durata di questi provvedimenti?”

“Chiedo, quindi – conclude Angelo Basso –  di conoscere nel dettaglio, nei termini previsti dalla normativa vigente, i percorsi attivati per ciascun soggetto che ha beneficiato delle varie misure per gli ultimi due anni 2017 e 2018″.

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