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Accusati di aver violentato due 25enni a Ventimiglia. In aula il racconto dei testimoni

Processo rinviato al 12 marzo, giorno della discussione

Ventimiglia. Si è aperto questa mattina davanti al giudice collegiale del tribunale di Imperia il processo a carico di due afghani, Muhammad Bilal Azarbuz e Sharai Musa Khan (attualmente latitante), accusati di violenza sessuale aggravata ai danni di due cittadine nigeriane, 25enni all’epoca dei fatti. La violenza sarebbe avvenuta il 3 dicembre 2017, all’interno della galleria ferroviaria di frazione Peglia, a Ventimiglia, in un momento in cui il traffico dei treni era stato sospeso per via di lavori sulla linea ferroviaria. Le due presunte vittime si erano recate all’appuntamento preso in precedenza con i due afghani che avevano promesso loro un passaggio illegale in Francia in cambio di denaro.

Oggi nell’aula Trifuoggi sono stati ascoltati quattro testi del pm Antonella Politi: l’ispettore Alfredo Tiberi, che condusse le indagini che portarono alla cattura di Azarbuz, l’assistente Francesco Polifrone, l’assistente capo Luigi Elemento e il sovrintendente capo Alessandro Filippi. I quattro poliziotti, in servizio presso il commissariato di Ventimiglia, hanno raccontato come si sono svolte le indagini a partire dalle informazioni fornite dalle due giovani donne, apparse scosse e sofferenti, all’identificazione di decine e decine di stranieri fermati in base alla descrizione delle nigeriane. 
Ad ogni fermato veniva fatta una foto, inviata “in tempo reale” all’agente che aveva accompagnato
le presunte vittime in ospedale.
Uno dei due imputati, tra l’altro, era già tenuto d’occhio dalla polizia in quanto passeur. Al momento della violenza, le indagini per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, erano ancora in corso.

Al termine dell’escussione dei testi, i giudici hanno acquisito i verbali di sommaria informazione nei quali le due presunte vittime avevano descritto agli agenti la violenza subita. Il processo è stato poi rinviato al 12 marzo, giorno in cui, oltre all’imputato Azarbuz (difeso dall’avvocato Michela Botta del Foro di Cuneo), verranno ascoltati altri due testi. Lo stesso giorno è prevista la discussione, nella quale il pm formulerà la richiesta di pena per i due afghani.

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