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Sanremese, mister Lupo punta su Manis: “E’ il mio ago della bilancia”

Il punto del mister nel pre-trasferta di Carate Brianza contro la Folgore

Sanremo. Meno uno alla prima trasferta del girone di ritorno per la Sanremese di mister Alessandro Lupo che domenica “vola” in Brianza per affrontare la Folgore Caratese, squadra di media classifica.

Nel secondo appuntamento dell’anno con lo Spazio Interviste, al tecnico biancazzurro abbiamo chiesto un parere sulla ripresa del campionato, alla luce dell’opinione che può essersi fatto dopo aver visto giocare sul campo tutte e diciotto le formazioni del campionato di Serie D: “Il girone di ritorno sarà, da un punto di vista agonistico, un po’ diverso rispetto all’andata, spiega Lupo.

Siamo tutti alla ricerca di punti e adesso dobbiamo inventarci qualcosa di nuovo per stupire e non essere facilmente leggibili. Noi conosciamo gli altri, ma gli altri conoscono noi”.

Un ingrediente importante sono gli under arrivati dall’ultima campagna acquisti. Rinforzi per la difesa che permetteranno al mister di sfoderare tutta la qualità e l’esperienza del reparto offensivo. L’impostazione è chiara, e l’elemento in più è proprio l’altro ospite dello spazio dedicato alla stampa. Il portiere Marco Manis, arrivato a Sanremo non a caso: “Ho deciso di giocare quest’anno con il portiere d’esperienza – continua Lupo – perché credo che sia fondamentale per far partire bene l’azione. Tornando alla partita di domenica scorsa contro la Lavagnese, anche se non si sono resi necessari grandi interventi da parte sua, credo sia stato l’ago della bilancia del match. Marco è stato importantissimo perché sa come far uscire dall’area di rigore la squadra in maniera rapida”.

Manis, a proposito di uscire dall’area. Ma questa sua tendenza a guardare la partita quasi da metà campo? Risponde sempre Lupo: “Sono io a chiederglielo. Se perdiamo una partita per un’invenzione di uno che riesce a sorprendere il portiere perché lo vede fuori, non è una patologia ma una giocata eccezionale del singolo giocatore”.

Visto che il mister non molla il microfono, continuiamo con lui. Quale squadre teme di più dopo averle potute vedere tutte con i propri occhi in azione? “Come gioca il Lecco o come gioca il Casale non mi appassiona. Mi piace la Lavagnese, L’Inveruno, il Savona e trovo che abbia grandi concetti anche il Chieri.

Domenica si aspetta altre sorprese dall’ex capitano? “Quella che affronteremo è una squadra che ha cambiato tanto. Credo sarà una sfida difficilissima. E’ sempre messa bene dietro la linea della palla, ha giocatori importanti come Cacciatore. Dovremmo fare una grande prestazione. Andremo a vedere in settimana come andare a lavorare su di loro. La mia indole mi porta a pensare che mi devo preoccupare di più di quello che faccio io che di quello che fanno gli altri. C’è chi gioca sugli altri e chi, come me, che è consapevole di avere giocatori di qualità, pensa ad impostare il proprio gioco prima di pensare a cosa faranno gli avversari”.

Chiude Manis, tirato in ballo e che vuole dare la propria interpretazione del suo stare spesso verso la linea di metà campo: Penso che crei più vantaggi che problemi. Sono del parere che se si gioca alto ed aggressivo anche il portiere debba stare vicino alla squadra”.

 

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