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Il Laboratorio sabato in piazza a Torino a difesa delle infrastrutture

Sivieri: "Non siamo contro nessuno, vogliamo essere di stimolo anche al sindaco Scajola".

Imperia. “Il prossimo fine settimana porterà in piazza decine di migliaia di persone in diverse città d’Italia. Si vuole  sollecitare il Governo del Paese a non trascurare oltre il problema delle infrastrutture”. Stefano Sivieri, presidente del “Laboratorio”, lista che alle scorse amministrative ha sostenuto il candidato del centrosinistra Guido Abbo annuncia che una delegazione sabato sarà a Torino a manifestare.

“Tutti sappiamo -prosegue Sivieri –  che bloccare gli investimenti per le infrastrutture significa bloccare lo sviluppo, l’occupazione, il futuro dei nostri giovani. Anche se non ci saranno bandiere di partito, si tratterà di eventi ‘politici’ in senso alto.  Saranno ancora una volta i cittadini a far sentire la loro voce, non rassegnandosi a un futuro di chiusura, di decadenza e progressiva emarginazione dal contesto internazionale. Tra di loro ci saranno anche molti di quegli esponenti politici locali che hanno capito molto bene e da tempo l’importanza delle scelte che si devono affrontare e hanno anche capito che questo problema è purtroppo diventato un argomento nodale per questa scellerata campagna elettorale permanente con la quale si tiene in ostaggio l’Italia e le si limita fortemente lo sviluppo”.

Stefano Sivieri, poi, sposta il focus sul locale:  “Pochissimi giorni fa, il sindaco Scajola ha giustamente ricordato che lo sviluppo turistico della nostra città non è nemmeno pensabile senza la realizzazione delle infrastrutture che possano garantirlo, è giusto rilanciando importanti progetti come la Albenga-Carcare-Predosa per la soluzione di problemi viari che oggi soffocano il Ponente ligure limitando enormemente la mobilità interregionale di persone e merci: giustissimo. Ottima e condivisibile iniziativa, quella del sindaco, anche se ci permettiamo di ricordare che gli investimenti che lui si augura prevedono tempi di realizzazione lunghissimi, 25/30 anni. La nostra economia purtroppo, pur avendo bisogno di progetti di tale portata, necessita anche di un piano a ritorno più ravvicinato. Sarebbe già un primo passo importante, ad esempio, avviare opere per il miglioramento dell’esistente: interventi che sarebbero affrontabili in tempi assai più ragionevoli, 5/10 anni, come la razionalizzazione del tracciato sulla Statale 28, il completamento del raddoppio ferroviario, l’Aurelia bis ma anche semplicemente il miglioramento dei collegamenti urbani e intercomunali tra water front ed entroterra che è, sinceramente, carente in modo grave. Siamo quindi compiaciuti che il problema delle infrastrutture trovi un posto di rilievo sulla scrivania del primo cittadino, ed è proprio per questo che vorremmo sollecitare una sua più energica presa di posizione in occasione del prossimo 12 gennaio”.

“È vero -sottolinea Sivieri –  che Imperia non è Torino e non è Genova, ma i problemi di Imperia sono gli stessi delle grandi città e il tempo stringe, non si può aspettare ancora. Sugli investimenti pubblici, l’atteggiamento di attesa passiva e di ‘appiattimento’ sulle perverse regole della burocrazia è un grave errore e, specialmente nelle contingenze politiche attuali, potrebbe diventare una colpa.

Infine, Stefano Sivieri si rivolge direttamente al sindaco Scajola: “Molti suoi colleghi scenderanno in piazza con la gente per dare un altro segnale forte della loro voglia di andare avanti, di assecondare la crescita del loro Paese, di disobbedire alle regole sbagliate che bloccano lo sviluppo. È arrivato forse il momento, citando Eric Fromm, di disobbedire per  l’ ‘affermazione della ragione’ e per mettere in pratica, come ha scritto recentemente Famiglia Cristiana, ‘atti di civiltà’. Andiamo anche noi, nella nostra piazza. Sarebbe una bella dimostrazione di affetto per la collettività, un sano e genuino esempio di civismo per difendere il futuro della città e di quei molti, troppi, giovani che la abbandonano o che non riescono a tornare per mancanza di opportunità. Noi saremmo al suo fianco”.

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