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Ventimiglia, “Migrant bodies”. La mostra fotografica per ricordare i migranti morti che non hanno nome

Dopo l’inaugurazione, alle 20,45, seguirà “Morire di Speranza, la misericordia di seppellire i morti”

Ventimiglia. Verrà inaugurata alle 19,30 di domani, giovedì 6 dicembre, presso il chiostro della parrocchia di Sant’Agostino, la mostra fotografica “Migrant bodies” di Max Hirzel.
“Nel deserto vidi una tomba, era di una ragazza di Douala, e mi chiesi se suo papà e sua mamma, i suoi fratelli e le sorelle sapessero che la loro bimba è là”. Da queste parole, sentite da Hirzel nel 2011, è nata l’idea di fotografare le tombe dei migranti. “Ho iniziato dai cimiteri”, ha spiegato il fotografo, “Volevo capire dove e come sono sepolti, quanti hanno un nome o cosa, in mancanza”.
 La mostra sarà visibile fino al 21 dicembre.

Dopo l’inaugurazione, alle 20,45, seguirà “Morire di Speranza, la misericordia di seppellire i morti” dialogo tra Antonio Suetta, la comunità islamica di Ventimiglia, la CO.RE.IS. e Max Hirzel.

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