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Ventimiglia, il testimone di giustizia Rocco Mangiardi incontra gli studenti del Fermi Polo Montale foto

L'incontro dal titolo "Legacy, la mafia tra luoghi comuni e tristi realtà: focus sull'estersione da pizzo" si è svolto lunedì 5 novembre alle 11

Ventimiglia. Si è svolto, lunedì 5 novembre alle 11, l’incontro con il testimone di giustizia Rocco Mangiardi con le classi del triennio dell’IPC Marco Polo e le classi dell’istituto Fermi Cat e Turistico.

L’incontro dal titolo “Legacy, la mafia tra luoghi comuni e tristi realtà: focus sull’estorsione da “pizzo” “, si è svolto nell’aula Gianni Petrognani del plesso di Ventimiglia ed è stato replicato, martedì 6 novembre, per gli studenti del Montale a Bordighera.
Dopo il saluto della Dirigente Scolastica Antonella Costanza, c’è stata una breve prolusione del prof. Giancarlo Memmo, che ha evidenziato alcuni luoghi comuni sulla mafia e ha introdotto, tramite il mito di Sisifo, il tema della “speranza” quale molla dell’agire umano e prospettiva della lotta alle mafie.

Rocco Mangiardi, intervenuto subito dopo, ha voluto precisare la differenza tra “testimone di giustizia”, che è una persona, un cittadino che con alto senso civico, ha deciso di denunciare l’ ‘ndrangheta e la figura del “collaboratore di giustizia”, che invece è un ex affiliato alla Mafia che ha deciso di pentirsi. Rocco ha spiegato a una platea di allievi e docenti molto attenta, l’importanza della denuncia da parte di tutti i cittadini e il movimento di coscienze che sta prendendo piede anche in Calabria.

Il dibattito è stato aperto da alcune “video domande” al testimone di giustizia, preparate dalle classi quinte del Marco Polo, si è passato alle domande della platea e all’intervento della prof. Maura Orengo di Libera. L’incontro rientra nelle iniziative del progetto di educazione alla legalità, che vede impegnato attivamente l’Istituto Fermi Polo Montale.

Lo stesso Miur, dopo le stragi di Capaci e di via Amelio, ha voluto precisare e inserire attivamente nelle scuole italiane il tema della Legalità, in quanto “L’educazione alla legalità si pone non soltanto come premessa culturale indispensabile ma anche come sostegno operativo quotidiano, poiché soltanto se l’azione di lotta sarà radicata saldamente nelle coscienze e nella cultura dei giovani essa potrà acquisire caratteristiche di duratura efficienza, di programmata risposta all’ incalzare temibile del fenomeno criminale”.

L’incontro si è concluso alle 13.30, la dirigente scolastica nel ringraziare i partecipanti, ha evidenziato l’auspicio che questa attività con Rocco Mangiardi, venga istituzionalizzata, in modo da alimentare stabilmente le coscienze e la cittadinanza attiva delle future generazioni.

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