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Il processo del perdono: come liberarsi da emozioni negative

Perdonare è lasciare spazio a una vita libera dalle ferite del passato

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E’ noto che, alle offese percepite come gravi si tende a reagire, istintivamente, con l’odio e la vendetta, oppure l’evitamento e la fuga, due reazioni che, purtroppo, pur messe in atto nella convinzione di poter essere risolutive, tendono a peggiorare la sofferenza della vittima offesa, in pratica, i tentativi di soluzione diventano disagi: ecco l’opportunità di considerare il perdono come possibile via d’uscita dalla sofferenza.

Perdonare non significa dimenticare, giustificare o ignorare un atto grave o un ingiustizia, non significa minimizzare l’esperienza vissuta, ma si tratta di un costrutto psicologico complesso che coinvolge aspetti emotivi, cognitivi e comportamentali. Perdonare è lasciare spazio a una vita libera dalle ferite del passato, attraverso il perdono, infatti si può imparare a lasciar andare e a ricominciare dall’inizio.

Il processo del perdono è un viaggio e in quanto tale è il risultato di un lungo lavoro psicologico: nel perdonare le emozioni e il giudizio negativo nei confronti di chi ci ha fatto del male vengono alleviati e sostituiti da atteggiamenti più positivi di compassione, clemenza e amore. Come sostiene Thich Nhat Hamh, monaco zen, ognuno possiede aspetti positivi, riconducibili alla luce della consapevolezza. Quando riconosciamo sinceramente le qualità dell’altra persona, è molto difficile rimanere vincolati a sentimenti di rabbia. Ci ammorbidiamo, la nostra prospettiva si amplia e diventa in grado di includere tutti gli aspetti della realtà. Quando non siamo più prigionieri di una rabbia cieca e di percezioni distorte e limitate o di giudizi, possiamo perdonare, ristabilendo amore e comprensione.

Il perdono è un processo di umanizzazione, poichè ci spinge a fare i conti con i nostri limiti, la nostra vulnerabilità e la nostra fragilità, ed è un principio di libertà, in quanto ci libera dalle ferite del passato, facendo pace con esso. Perdonare significa abbandonare ogni speranza di un passato migliore: non ci si sforza di dimenticare o negare il fatto di essere stati feriti ma si cerca, invece, di arrivare a una relazione differente con il torto subito.

Il perdono è inteso anche quale agente di cambiamento, giacchè introduce un nuovo modo di vedere e di vivere gli eventi dolorosi del passato, senza per questo sminuire la gravità. Perdonare ci permette di proteggere la nostra salute dagli effetti disfunzionali della rabbia e delle emozioni negative, è un modo per vivere i sentimenti importanti per il nostro benessere e il nostro equilibrio. Per perdonare ci vuole tempo, a volte molto tempo, perchè è un processo lento, più grave è la ferita ricevuta più tempo è necessario per perdonare.

La psicoterapia può avere un ruolo fondamentale nell’aiutare le persone ad abbandonare le ruminazioni rabbiose e depressive: si può imparare a non ruminare, a lasciar andare. Ma in cosa consiste la ruminazione?

Nel pensare continuamente a cosa è accaduto, perchè l’altro ha fatto ciò che ha fatto, ha detto ciò che ha detto, perchè noi abbiamo reagito in un certo modo, insomma , è come essere bloccati in un vortice di pensieri negativi, senza che questo porti mai a una risoluzione di alcun tipo. Al contrario, l’esito è un incremento della tristezza e della rabbia. E’ un meccanismo a circolo vizioso che può continuare a farci soffrire anche per avvenimenti accaduti molti anni addietro.

Attraverso un percorso di psicoterapia si può essere aiutati a riconoscere queste “trappole” della mente e imparare a disinnescare. Non si tratta di un’esortazione a dimenticare, ne significa sopprimere il ricordo di ciò che è accaduto, ma smettere di provocarsi un’inutile sofferenza ripercorrendo continuamente nella propria mente ogni dettaglio dell’offesa e tormentandosi senza sosta sul perchè le cose siano andate in questo modo e non altrimenti.

E’ il ricordare “tossico” che dobbiamo abbandonare. Gli studi scientifici dimostrano che le ruminazioni su eventi di vita negativi, come le offese subite, sono controproducenti per il benessere psico-fisico. Dunque, smettere di ruminare significa anche lasciar andare gran parte della sofferenza. Per rendere più agevole questo processo abbiamo a disposizione molti strumenti , come l’ipnosi e la mindfullness, l’integrazione di queste due tecniche amplificano l’efficacia terapeutica.

Dott.ssa Daniela Lazzarotti

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