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Sindrome da rientro: come affrontare il ritorno dalle vacanze

Stato d’animo transitorio, legato ad una fase di passaggio che come direbbe B.K. Skinner prevede “la perdita di un rinforzo positivo”

Il rientro per molte persone risulta molto stressante, al punto che i benefici ottenuti dai giorni di vacanza, svaniscono velocemente, causando ansia, apatia, irritabilità, nervosismo e stanchezza.

Si tratta della Sindrome da Rientro di uno stato d’animo transitorio, legato ad una fase di passaggio che come direbbe B.K. Skinner prevede “la perdita di un rinforzo positivo”.

Il rientro dalle vacanze infatti, sancisce la fine di una serie di attività ed abitudini piacevoli, come il potersi svegliare tardi al mattino, il dedicarsi a sport e divertimenti che solitamente non ci si concede, la sospensione anche se solo per un breve periodo di preoccupazioni e pensieri legati al lavoro e alla routine quotidiana, e il piacere di esplorare luoghi e culture diverse. Quando si riprende la vita normale dopo il periodo di vacanza, oltre allo stress avviene anche un cambiamento del tono dell’umore, dovuto alla rapida modificazione delle abitudini, se durante le vacanze ci si è rilassati e occupati in attività che non comportavano particolari obblighi, il ritorno a casa e al lavoro rappresenta la ripresa dei ritmi di tutti i giorni e delle responsabilità della vita quotidiana.

Il pensiero di dover tornare a lavorare e avere poco tempo da dedicare a se stessi, può tradursi in un malessere fisico, che rende ancor più difficile il ritorno alla routine. Lo stress da rientro dalle vacanze incide anche sulla sfera sessuale, causando calo del desiderio, e conseguente disagio e tensione nella coppia.

I soggetti a rischio potranno andare incontro a due categorie di disturbi: il disturbo distimico e quello di adattamento. La prima categoria è principalmente legata ad alterazione della sfera somatica. Si tratta dunque di disturbi del sonno, disturbi di carattere endocrinologico, del sistema nervoso periferico come difficoltà digestive o alterazione dil ritmi circandiani. Mentre invece l’area del disturbo dell’adattamento riguarda la sfera psichica-relazionale e comporta difficoltà e fatica nell’assunzione della responsabilità, difficoltà nella gestione dei rapporti lavorativi e intrafamiliari. La causa sta nel nostro “orologio biologico”, nei ritmi che diamo al nostro organismo: pensiamo a quanto sia difficile i primi giorni di ferie abituarsi al “dolce far niente” o a degli orari più morbidi.

Spesso continuiamo a svegliarci alla stessa ora, come se suonasse la sveglia. In vacanza però c’è un effetto piacevole: se si vuole, ci si alza e si fa tutto con calma, altrimenti ci si gira dall’altro lato e si torna a dormire. Finite le vacanze invece siamo obbligati a tornare rapidamente a determinati ritmi: il nostro “orologio interno”non è preparato, va riprogrammato con calma. Allora anche lo sbalzo della routine quotidiana ai ritmi vacanzieri, può portare ad una sorta di perturbazione dell’equilibrio organico e mentale. Questo passaggio incide ancor più negativamente sulle persone molto attaccate al loro impiego, in loro i sintomi e le congruenze sono maggiormente marcati ed invalidanti.

Altro evento psicologico che può subentrare al rientro da un periodo di vacanza può essere una temporanea amnesia circa i molteplici schemi mentali acquisiti per gestire le varie sfere vitali. Questo a causa della fisiologica deattivazione e cancellazione da parte del cervello (wash out) di alcuni passaggi mnemonici, in concomitanza di un periodo di non utilizzo e per agevolare il riposo. Nel periodo di vacanza diminuisce anche la produzione di certi ormoni e la velocità di certi neurotrasmettitori. In specifico scende sensibilmente il livello degli ormoni legati all’attivazione e allo stress come adrenalina e cortisone.

In vacanza, infatti il cervello tende ad eliminare ogni informazione ansiogena, per entrare in un” mood “di serenità totale, ma tornati al lavoro esso deve riacquistare le informazioni resettate facendo cosi aumentare il livello di stress. Ecco perché le persone più a rischio sono quelle impegnate in lavori intellettivi, per le quali, dopo il proprio reset biologico naturale, il ritorno alla normalità rappresenta un motivo di stress doppio.

Come rimediare a questa Sindrome? Per prima cosa, al ritorno dalle vacanze, darsi un paio di giorni di riposo domestico, fra le mura di casa , prima di rientrare al lavoro. Prima di tornare al lavoro sarebbe meglio iniziare fin da subito a riprendere i ritmi di vita per esempio non alzarsi troppo tardi dal letto. Una volta rientrati al lavoro sarà buona norma affrontare gli impegni con gradualità. Un buon aiuto può essere dato dall’alimentazione: una dieta disintossicante e leggera è consigliata.

E’ importante darsi tempo per recuperare la forma e l’efficienza psico-fisica e non sovraccaricarsi di lavoro nei primi giorni di lavoro e concedersi le necessarie ore di riposo notturno. Per gestire correttamente la Sindrome da rientro occorre sapere che i sintomi ansiosi che proviamo sono probabilmente Sindrome da rientro ed accettarli, senza assecondarli alimentandoli con pensieri negativi.

 

Dott.ssa Daniela Lazzarotti

www.danielalazzarotti.com

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