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Insulti in rete e profili falsi: a Imperia la campagna elettorale non finisce mai

Si cercano nei telefonini e nei computer prove del coinvolgimento di Lucia Scajola figlia del sindaco neoeletto e di Paolo Petrucci. Marco Scajola, apostrofato come “asino”: “Ritirare la denuncia? Non parlo”.

Imperia. La campagna elettorale più “social” della storia approda in Procura: nel mirino di una indagine sono finiti Lucia Scajola, giornalista, figlia del neo sindaco Claudio e spin doctor (insieme al fratello Piercarlo) della campagna elettorale dell’ex ministro e Paolo Petrucci capo della segreteria organizzativa, entrambi difesi dall’avvocato Erminio Annoni.

La denuncia è a firma dell’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola, del consigliere comunale forzista, il cardiologo  Antonello Ranise e di Piera Poillucci, ex capogruppo “azzurra” non rieletta.

Obiettivo della querela tale Renzo Gazzano dal cui profilo Facebook (evidentemente un fake) sono partiti insulti e minacce. Le indagini si sono rivolte verso la Scajola e Petrucci ai quali sono stati sequestrati domenica scorsa apparecchi cellulari e computer e che sono finiti nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di diffamazione aggravata.

Tecnicamente, ora, bisognerà capire se gli inquirenti hanno in mano elementi per ricondurre ai due indagati il profilo “Renzo Gazzano” o se ci siano arrivati diversamente e  stiano cercando nei loro terminali elettronici le prove del “misfatto”.

Nella chat incriminata Marco Scajola viene apostrofato  come “asino”, “inutile” “cresciuto all’ombra dello zio” e gli viene augurata una non meglio specificata “brutta fine”.

Marco Scajola si dice amareggiato dalla possibilità che dietro alla macchinazione in rete ci possa essere la cugina Lucia alla quale è legato da un noto a tutti rapporto di parentela e Petrucci (col quale è pure imparentato), ma non risponde alla domanda sull’eventualità di ritirare la denuncia per non mettere in mezzo la figlia dello zio.

C’è da ricordare che colpi bassi in rete sono stati per mesi all’ordine del giorno durante tutta la campagna elettorale che e profili che sapevano di falso lontano un miglio sono spuntati un po’ come funghi da una parte e dall’altra.

 

 

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