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Educare alla parità, Taggia adotta la “Carta dei diritti della bambina”

E' stata presentata dalla presidentessa del Consiglio comunale con delega alle Pari opportunità Laura Cane

Taggia. Importante traguardo nel percorso contro la discriminazione di genere portato avanti dalla presidentessa del Consiglio comunale con delega alle Pari opportunità Laura Cane.

Ieri l’assise cittadina ha votato all’unanimità la “Carta dei diritti della bambina” proposta da Cane, un documento della Fidapa Bpw International che, ispirato alla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia del 1989, si presenta come un’enunciazione di principi di valore morale e civile finalizzati a promuovere la parità sostanziale fra i sessi, la valorizzazione delle differenze tra bambine e bambini e il superamento degli stereotipi che limitano la libertà di pensiero e di azione in età adulta.

Composta da nove articoli, la Carta deve essere letta come una premessa fondamentale per l’affermazione e la tutela dei diritti delle donne fin dalla nascita. La bambina deve essere, infatti, aiutata, protetta ed educata fin da subito in modo da crescere come cittadina attiva, nella piena consapevolezza dei suoi diritti e dei suoi doveri. Obiettivo della Carta è dunque quello di formare culturalmente bambine e bambini al fine di garantire il rispetto dei diritti umani e l’eliminazione di ogni forma di violenza e di discriminazione di genere

«Questo documento è la base di tutti i progetti che in futuro il Comune di Taggia porterà avanti contro la discriminazione di genere e la violenza sulle donne – spiega Cane che è anche referente “Young” del distretto Nord Ovest di Fidapa BPW Italy  –. Sono molto soddisfatta di averla portata in Consiglio comunale, ma soprattutto sono soddisfatta perché è stata votata all’unanimità, quindi accolta anche dai gruppi di minoranza. Il progetto mi era stato commissionato dalla presidente della sezione di Sanremo Monica Iacobelli e il Comune ha dimostrato di aver compreso l’importanza del documento, che è poi una denuncia di uno dei peggiori cancri della nostra società. Spero che altri Comuni a livello nazionale non solo provinciale si avvicinino al riconoscimento della Carta, se non in Consiglio almeno in Giunta. È importante che l’educazione alla parità di genere parta fin dall’infanzia, che le bambine vengano formate fin da subito a riconoscere la loro identità, il loro essere donna, senza discriminazioni, violenze e soprusi».

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