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Sanremo, Associazione Temporanea d’Impresa: “I campi di Pian di Poma in una situazione di degrado”

"Le reti di recinzione sono bucate in svariati punti, le panchine per le squadre sono rotte e senza una protezione adeguata in caso di maltempo, i campi da gioco sono frequentati da animali che rappresentano quasi tutta la fauna locale"

Sanremo. La lettera dell’A.T.I. Associazione Temporanea d’Impresa formata dall’ ASD Sanremo 2000, Carlin’s Boys, A.S.D. Golden Sanremese, indirizzata al comune della città dei fiori:

Portiamo a conoscenza la situazione riscontrata durante il sopralluogo effettuato in seguito all’appalto in data 30 giugno, per la futura gestione dei campi di Pian di Poma.

E’ evidente un notevole degrado strutturale. Le reti di recinzione sono pericolose, bucate in svariati punti, le panchine per le squadre sono rotte e senza una protezione adeguata in caso di maltempo. I campi da gioco sono frequentati da animali che rappresentano quasi tutta la fauna locale, cominciando da topi, gabbiani e cani.

Le tribune sono non certo a norma. Da quanti anni non si fa una perizia per testarne l’agibilità? Gli spogliatoi non sono conformi agli standard di pulizia e di igiene, normalmente richieste in un paese civile, tenendo in considerazione il fatto che gli stessi sono frequentati anche dai nostri figli e nipoti.

Ci domandiamo come si possa mettere in gara una struttura così ridotta, se qualcuno abbia mai fatto un sopralluogo e un provvedimento di addebito ai gestori precedenti. Se i gestori precedenti abbiano mai fatto interventi di manutenzione ordinaria in questi 6 anni di gestione, se almeno parte del denaro percepito dall’affitto dei campi o da altre iniziative sia stato reinvestito nella struttura.

Ci domandiamo perchè il Comune con il suo staff tecnico di alto livello, abbia potuto reinserire nella gara per la gestione della struttura una società che risulterebbe anche morosa nei confronti dello stesso.

Non si gioca sulla pelle dei bambini, dei ragazzi, anche perchè il costo per l’iscrizione al gioco del calcio non è certo leggero per l’economia delle famiglie”. 

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