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Intitolare una via di Sanremo al geologo Floriano Calvino, la proposta dello storico Andrea Gandolfo

In occasione del trentesimo anniversario della sua scomparsa

Sanremo. Lo storico Andrea Gandolfo ha inviato una lettera all’assessore al Turismo, Marco Sarlo, nella quale gli propone di intitolare una via della città dei fiori al geologo di fama internazionale Floriano Calvino (1927-1988), nel trentesimo anniversario della sua scomparsa.

La lettera:

Sanremo, 19 agosto 2018

Alla Cortese Attenzione

dell’Assessore al Turismo

del Comune di Sanremo

Dott. Marco Sarlo

Corso Cavallotti, 51

18038 Sanremo IM

Egregio Signor Assessore,

quest’anno è caduto il trentesimo anniversario della scomparsa di un nostro grande concittadino, il geologo di fama internazionale Floriano Calvino, fratello del più celebre Italo e figlio dell’agronomo Mario. Vorrei quindi proporLe, visto che a Sanremo esistono già due vie, intitolate rispettivamente a Mario Calvino e Italo Calvino, di ricordare nella toponomastica cittadina anche questo illustre figlio di Sanremo, che, pur essendo forse meno noto rispetto al fratello e al padre, sicuramente ha dato prova di essere un grande uomo e un esimio scienziato, tanto da firmare importanti progetti di opere pubbliche in vari paesi del mondo. Non credo sia qui il caso di illustrare, seppur brevemente, le vicende biografiche del professor Calvino, Basti però ricordare che, dopo essersi laureato in Ingegneria mineraria presso il Politecnico di Torino nel 1952, a soli 25 anni, nel 1971 divenne ordinario di Geologia applicata presso l’Università di Genova, svolgendo quindi un’intensa attività professionale in Italia e all’estero e legando il suo nome a un’appassionata opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso la tutela delle vittime delle calamità naturali. In occasione delle inchieste della magistratura sul disastro del Vajont del 9 ottobre 1963, fu l’unico geologo italiano ad accettare l’invito del giudice istruttore di Belluno che cercava tecnici disposti a far parte del collegio dei periti d’ufficio.

Nel 1969, in qualità di direttore dell’Istituto di Geologia dell’Università di Genova, denunciò alla magistratura il precedente direttore dell’istituto Paolo Conti, che sarebbe stato poi rinviato a giudizio per truffa, falso, peculato e concussione, e chiese anche le dimissioni del rettore dell’ateneo Carmine Romanzi, colpevole di non aver sospeso dal servizio l’imputato e responsabile della situazione confusa e caotica che, a suo dire, avrebbe regnato nell’Istituto di Geologia. Fu anche consulente di grandi imprese nella realizzazione di importanti progetti, come la costruzione della diga Bakolori in Nigeria e la bonifica del Tana-Beles in Etiopia, e militante attivo del Tribunale Russell e della Lega Internazionale per i diritti dei popoli, oltre che perito di parte a difesa dei familiari di numerose calamità naturali. Tra queste si ricorda in particolare quella della Val di Stava nel luglio del 1985, in occasione della quale la perizia di parte da lui firmata sottolineava, accanto alle responsabilità dei tecnici, anche quelle, non meno rilevanti, delle società di gestione dei bacini, colpevoli di aver scelto tecnici non sufficientemente preparati.

Le sue capacità tecniche e scientifiche sono testimoniate anche dalle numerose pubblicazioni, tra le quali varie monografie sulla geologia della Sardegna, gli studi di idrogeologia sul Veneto e memorie sui materiali lapidei da costruzione delle Tre Venezie, oltre a una fitta serie di articoli usciti sul quotidiano «Il Secolo XIX», al quale collaborò per oltre vent’anni. Fu inoltre membro della International Association of Rock Mechanics e del direttivo della International Association of Engineering Geology. Per le sue benemerenze, nel 1974 venne proclamato “Cittadino benemerito” di Sanremo. Per tutti questi motivi, credo quindi che il professor Floriano Calvino meriti ampiamente l’intitolazione di una via nella sua città natale, anche come segno della riconoscenza e della gratitudine di Sanremo verso uno dei suoi figli più illustri. In attesa di un Suo cortese cenno di riscontro in merito all’accoglibilità o meno di questa mia proposta, mi è gradita l’occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti.

Dott. Andrea Gandolfo”.

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