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La rabbia, un’emozione primordiale adattiva o disfunzionale: come gestirla

La rabbia fa parte delle emozioni fondamentali e come tale è filogeneticamente determinata

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La rabbia fa parte delle emozioni fondamentali e come tale è filogeneticamente determinata. Ciò significa che ha una base innata e una funzione che permette all’individuo di adattarsi e sopravvivere all’ambiente.

Sebbene molto spesso essa venga utilizzata come sinonimo di aggressività e violenza, assumendo cosi una connotazione negativa, la rabbia assolve un ruolo molto importante nella vita del singolo individuo poiché segna la violazione dei nostri diritti o la presenza di un ostacolo al raggiungimento di obiettivi personali. Va intesa come campanello d’allarme che avvisa chi lo sperimenta, che qualcosa o qualcuno potrebbe arrecargli danno, bloccare un obiettivo o esporlo ad un ingiustizia.

La rabbia assolve anche la funzione di preparare all’azione, attivando una serie di modificazioni fisiologiche che dispongono l’individuo ad organizzare una serie di comportamenti mirati alla rimozione dell’ingiustizia e/o danno. Infatti anche la sola comunicazione verbale e non verbale della propria rabbia esercita una certa influenza sul comportamento degli altri. Per spiegare meglio questo concetto potremmo fare un esempio ed immaginare una situazione conflittuale tra due amici, uno dei quali ha l’abitudine, durante le cene, di restare molto tempo al cellulare facendo spazientire il secondo.

In questo caso la segnalazione da parte di chi assiste passivo alle telefonate, che questo comportamento è una mancanza di rispetto nei propri confronti, può portare l’amico “sbadato” a rendersi conto del proprio comportamento e ad evitare di ripeterlo. Al contrario una mancata segnalazione del proprio disagio potrebbe determinare un accumulo di rabbia che se non risolto indurrebbe ad un evitamento o addirittura alla rottura della relazione percepita come frustrazione. L’uso adattivo della rabbia implica pertanto la capacità di esprimere pensieri, bisogni ed emozioni riguardanti il vissuto di ingiustizia in modo chiaro ed efficace, senza per questo danneggiare o ferire i sentimenti altrui.

Alcune persone tuttavia possono presentare una dis-regolazione emotiva, cioè la difficoltà a modulare i propri stati emotivi ed organizzare risposte comportamentali adeguate allo specifico contesto. Ne possono derivare pertanto, comportamenti e reazioni di rabbia disfunzionali e poco adattivi, quali la violenza e l’aggressività da una parte, oppure l’inibizione e l’evitamento di situazioni conflittuali dall’altra. La rabbia è una risposta emotiva intensa ma transitoria che si protrae per brevi momenti.

Il processo emozionale si sviluppa a partire da alcuni fattori scatenanti che vengono valutatati come ingiusti o dannosi. Tale valutazione innesca la reazione di rabbia e il conseguente impulso ad agire e solo in seguito viene messo in atto il comportamento corrispondente. In generale si può parlare di rabbia disfunzionale o patologica quando la manifestazione crea sofferenza sia sul piano individuale che su quello interpersonale, oppure compromette le relazioni sociali spinge a compiere azioni dannose verso persone o cose. La rabbia è patologica quando è troppo intensa rispetto al motivo che la scatena o non è collegabile ad un fattore scatenante o è troppo persistente anche dopo che è stato allontanato il motivo scatenante o è accompagnata da pensieri ed emozioni negativi, rimuginazioni o produce comportamenti aggressivi e pericolosi verso sé, gli altri e gli oggetti e fa allontanare le persone che ci circondano.

Queste caratteristiche patologiche rispecchiano un quadro di dis-regolazione centrato sul discontrollo e sull’eccessività della rabbia. La difficoltà a gestire gli stati di rabbia, può rimandare a diversi fattori quali: la disregolazione delle emozioni, l’ipersensibilità verso stati emotivi intensi, l’attribuzioni di significati disfunzionali associate alle emozioni, oppure la presenza di preesistenti stati emotivi non regolati. La presenza eccessiva di manifestazioni di rabbia, irritabilità e talvolta aggressività si manifestano in patologie psichiatriche come disturbi dell’umore, disturbi di personalità, disturbi psicotici e disabilità intellettiva.

Gestire la rabbia, non significa controllarla o inibirla ma modularne la risposta emotiva in modo da organizzare l’esperienza e le risposte comportamentali adeguate allo specifico contesto. Le strategie di regolazione possono applicarsi in ogni fase del processo emozionale, agendo ad esempio sulla ristrutturazione della valutazione dell’evento scatenante, sulla modalità con cui viene esperita la rabbia e sulla propensione all’azione ma anche sulla messa in atto del comportamento corrispondente.

Il trattamento è basato da terapia farmacologica e psicoterapia, l’intervento terapeutico si focalizza sulla modificazione di quei processi disfunzionali con l’obiettivo di promuovere nel paziente alcuni cambiamenti nei suoi comportamenti ritenuti inadeguati, diventando consapevole delle sue emozioni imparando a gestirle.

Dott.ssa Daniela Lazzarotti

www.danielalazzarotti.com

www.facebook.com/dottoressalazzarotti

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