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Uso o abuso dei social network: la nuova dipendenza del millennio

Sono diventati nel tempo uno spazio in cui costruire relazioni ed esprimere se stessi, oltre ad aver rivoluzionato il modo in cui ci relazioniamo con le altre persone

I social network sono diventati nel tempo uno spazio in cui costruire relazioni ed esprimere se stessi, oltre ad aver rivoluzionato il modo in cui ci relazioniamo con le altre persone.

Negli ultimi anni si è verificato un aumento del tempo trascorso sui social network, arrivando a parlare proprio di una vera e propria “dipendenza”. Il concetto di “dipendenza dai social network” viene utilizzato per riferirsi a quelle persone che trascorrono troppo del proprio tempo utilizzando i vari social ( Facebook, Twitter, Instagram, ecc..) tanto da interferire con altri aspetti della vita quotidiana.

Attualmente non vi è un riconoscimento diagnostico della dipendenza dai social network come patologia o disordine. L’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) descrive la “dipendenza patologica” come quella condizione psichica, talvolta anche fisica, causata dall’interazione tra una persona e una sostanza tossica. Tale interazione determina un bisogno compulsivo di assumere la sostanza in modo continuativo o periodico, allo scopo di provare i suoi effetti e talvolta di evitare il malessere della sua privazione e interferendo negativamente con altre attività importanti come il tempo dedicato alla propria famiglia, lavoro o scuola.

In questo contesto, una persona dipendente dai social network potrebbe essere considerato come qualcuno con la necessità di utilizzare i social in modo eccessivo, controllando costantemente, ad esempio, gli aggiornamenti di stato su Facebook o guardando i profili delle persone per ore durante tutto il giorno.

Fortunatamente, non tutti coloro che utilizzano i social ne divengano per forza schiavi, ed è più probabile che tale dipendenza si sviluppi con pre-esistenti disagi psicologici (ansia, depressione, dipendenze), magari in un periodo di vita stressanti e/o particolarmente critici per eventi negativi (lutti, separazioni, problemi economici e lavorativi), favorita anche dall’anonimato che la rete offre e dal senso di onnipotenza e di protezione (sul web posso far finta sia di essere un’altra persona sia che i miei problemi reali non esistano), arrivando a un vero e proprio isolamento sociale e perdendo i contatti con la realtà.

Si crea un circolo vizioso che spinge a cercar conforto, svago, distrazione e sollievo in rete, accantonando i veri disagi, e così facendo non vengono risolti e si ripresentano a breve. Succede che la dipendenza porti a trascurare lo studio o il lavoro, a rimandare appuntamenti o a tralasciare attività basilari della vita, arrivando addirittura a dimenticarsi di mangiare e/o dormire. Il soggetto vive in un mondo parallelo e irreale, dove tutto pare possibile e, sicuramente, più bello ed attraente.

Il senso delle relazioni, come l’amicizia, viene distorto e perde quella profondità e serietà che la dovrebbero contraddistinguere: tutti hanno moltissimi “amici” e si confidano con semi-conosciuti, perdendo di vista i rapporti “vis à vis”, la condivisione concreta , lo scambio di sguardi, sorrisi ed abbracci che veicolano emozioni sentite, sostituite dalle “faccine” (emoticon) spesso fraintese o mal interpretate. I social network “funzionano” mascherando le personali ansie, preoccupazioni, sbalzi d’umore e il proprio senso di disistima e di solitudine.

In tal modo le richieste di nuove amicizie risultano quasi un riempimento, una conferma e un rafforzamento del proprio io. Anche all’interno del rapporto di coppia nascono spesso problemi e discussioni, fino anche alla rottura, poiché i social network possono essere si utilissimi nei rapporti a distanza per mantenersi sempre in contatto, ma creano comunque situazioni critiche, prima fra tutte le abitudine di chattare di nascosto, a fini sessuali, con persone diverse dal partner, conosciute o meno, e magari cercando in seguito un incontro.

Comunque c’è sempre il rischio di allontanarsi e far raffreddare la relazione, perché si preferisce dedicarsi ai contatti virtuali, anziché a chi abbiamo accanto; un’altra situazione che tende a verificarsi è la tentazione di controllare di continuo il partner, grazie alle nuove tecnologie (orario dell’ultimo accesso, verifiche incrociate…) per verificare se è sincero e dar libero sfogo ai sospetti di gelosia.

E’ emerso, inoltre, un utilizzo particolare di quei social network che riguardano in modo specifico le fotografie, che pare coinvolgano soprattutto le giovani di sesso femminile e cioè l’abitudine, che arriva ad una vera e propria fissazione, di pubblicare immagini di ogni momento della propria giornata e del proprio corpo, spesso adeguatamente modificato con appositi filtri e/o programmi per apparire sempre in forma perfetta, cosa che alla fine impedisce di vivere davvero ed essere “presenti”, mentalmente ed emotivamente, al momento che sta trascorrendo, all’attività che stiamo facendo , alle persone che abbiamo vicine.

In realtà tutte queste dinamiche psico-emotive personali ed interpersonali si basano su qualcosa di virtuale, dando in tal modo sicurezze e autostima fittizie, ben presto raggiunte da pericolosi sintomi di dipendenza, isolamento sociale e conseguente menomazione delle principali sfere vitali lavorative, familiari, sociali, affettive.

Quando per scelta l’individuo non è connesso o quando la connessione non è possibile si presentano i sintomi come ansia, pensieri intrusivi, tono dell’umore deflesso, attacco di panico, insonnia, maggior suscettibilità etc..

Per uscire dal circolo vizioso che la dipendenza da internet crea è necessario intraprendere un percorso di psicoterapia. L’obiettivo è quello di rinforzare le proprie strutture interne e sostituire alle vecchie strategie che creano dipendenza, delle nuove più funzionali.

E’ importante regolare il tempo che si passa sui social network, limitarne l’uso e confinarlo in momenti precisi della giornata oppure dedicarsi ad esso solo dopo aver svolto compiti necessari. Utile è cominciare a impegnarsi in attività alternative che possano fornire delle soluzioni alle sensazioni di noia e solitudine.

Si deve imparare ad usare i social network e non a “farsi usare” da loro. Possiamo utilizzarli per coltivare i nostri interessi, riallacciare i contatti con alcune persone delle quali si pensava aver perso completamente le tracce. Inoltre si può considerare un ottimo strumento per fare nuove amicizie e nuove conoscenze e quindi ampliare la propria rete sociale.

Dott.ssa Daniela Lazzarotti

www.danielalazzarotti.com

www.facebook.com/dottoressalazzarotti

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