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Consiglio comunale Sanremo, il PRC si esprime sulla situazione di Rivieracqua e Amaie

"Denunciamo l’ipocrisia dell’Amministrazione nel fare scarica-barile senza assumersi responsabilità politiche proprie per quanto riguarda il futuro di Sanremo" - dichiara Jorfida

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Sanremo. Nella riunione del Consiglio Comunale di Sanremo del 14 maggio, dedicata alla discussione sul tema della situazione di Rivieracqua e Amaie è emersa, forte, la preoccupazione da parte di tutti i Consiglieri circa il destino incerto delle due aziende pubbliche, ambedue partecipate dal comune di Sanremo in qualità di azionista.

Secondo un’elaborazione del Comitato Direttivo del Circolo di Sanremo: “Giuste queste preoccupazioni ma emerge un dato di cui però molti Consiglieri, in modo particolare di quelli che sostengono la Giunta Biancheri sembra abbiano dimenticato che alla fine dell’inverno e cioè nei primi mesi del 2018, è stato votato, presentato dalla Giunta, il D.U.P. per il triennio 2017-2019 nel quale è contenuto un preciso riferimento al destino di Amaie e Rivieracqua. A pagina 23 si legge che conseguentemente al nuovo Testo Unico è stata prevista una revisione obbligatoria delle partecipazioni direttamente e indirettamente detenute nelle Società (…) l’indicazione delle Società oggetto di dismissione (…)l’adozione di piani di razionalizzazione per la liquidazione, alienazione e dismissione di Società (…) In tale percorso di razionalizzazione è da segnalare l’ipotesi (…) del percorso di integrazione tra Amaie e Rivieracqua (…) di creazione di una Holding Pura.

La creazione di una holding finanziaria che, come noto, tale tipologia di Società non svolge attività di servizi e fruizione di beni, ma un mero e solo profitto e non può permettersi perdite. Quindi il comune di Sanremo si avvarrà di una holding finanziaria per il percorso di integrazione tra le due società. Per ora. E poi? Poi, in futuro potrebbe far confluire in questa finanziaria tutti servizi rivolti ai residente del Comune e i beni comunali potrebbero essere utilizzati a pagamento. A quali costi? Forse quelli del mercato finanziario?

Fra i servizi comunali rientrerebbero, fra gli altri, la mensa scolastica (buoni mensa ridotti o gratuiti), l’integrazione per i degenti meno abbienti nelle residenze protette (nella relazione per il bilancio di previsione 2018 è prevista la alienazione di Casa Serena), l’erogazione di contributi economici, le carte di identità, il riscaldamento e l’illuminazione nelle scuole comunali, l’illuminazione pubblica, ecc. Si vorrebbe trasformare il comune di Sanremo in una holding finanziaria da quotare in Borsa? E i residenti, le persone, trasformate in clienti? E cioè la privatizzazione di tutti i beni comuni e i servizi pubblici? Noi non ci stiamo. E denunciamo tutta l’ipocrisia dell’Amministrazione nel fare lo scarica-barile senza assumersi responsabilità politiche proprie per quanto riguarda il futuro di Sanremo”.

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