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Taggia si promuove sui social grazie a “Ponente ligure fotosintesi”

Sarà possibile mettere “Mi piace” alle foto che ritraggono la location fino a stasera

Taggia. Questa settimana Taggia è la località in gara per il concorso gratuito “I Like” di “Ponente ligure fotosintesi” che mette in competizione i Comuni della provincia per il titolo di paese più ammirato.

Il centro storico di Taggia è situato nell’immediato entroterra della valle Argentina. Il territorio comunale è tuttavia molto esteso, perché coincide con la bassa valle del torrente Argentina, dalla confluenza del torrente Oxentina, presso la località San Giorgio, fino al mare. Si tratta di un ampio settore di entroterra caratterizzato da estese colture – soprattutto oliveti – nella fascia collinare e da estesi boschi nella sua porzione montana, che raggiunge il monte Faudo, massima elevazione del Comune con i suoi 1149 metri.

Secondo fonti locali i primitivi insediamenti umani andrebbero ricercati già nell’epoca preromana, dove gli storici non escludono un probabile luogo di culto, dedicato al dio ligure Belleno, nella zona denominata di Capo Don. La più antica testimonianza del luogo risale tra il X e il VII secolo a.C., grazie al ritrovamento di antiche tombe cinerarie sul sovrastante monte Grange, dove sorgeva un castelliere ligure che aveva anche funzione di emporio commerciale, aperto alle importazioni da tutto il Mediterraneo. Subì la dominazione romana a partire dal I secolo a.C. Ai piedi del capo continuò a funzionare un porto-canale, nei cui pressi, in età imperiale, vennero costruite alcune ville rustiche e una stazione di posta che nella celebre Tabula Peutingeriana era ricordata come Costa Balenae.

La zona era servita dalla via Julia Augusta, che attraversava tutta la Liguria di Ponente. Presso Costa Balenae piegava verso l’interno, superando il torrente nei pressi dell’abitato attuale. Scavi archeologici intrapresi poco prima del 1940 e poi ampliati a partire dagli anni ottanta del secolo XX hanno portato alla luce i resti di un edificio di culto con un’area sepolcrale e la vasca ottagonale di un importante battistero paleocristiano. All’interno della valle, tra V e VI secolo si sviluppò invece l’insediamento fortificato di Campomarzio o Castel San Giorgio, caposaldo del sistema difensivo bizantino in Liguria (il cosiddetto Limes).

Il villaggio venne distrutto e abbandonato molto verosimilmente durante l’invasione longobarda di Rotari del 641, che portò alla decadenza anche di San Giorgio. Da allora gli abitanti della zona cominciarono a popolare un nuovo insediamento, su una bassa collina a circa tre km dalla costa, che a partire dal tardo secolo X è noto come Tabia. Tutta la zona fu oggetto di scorrerie saracene tra i secoli IX e X, ma è del tutto leggendaria la tradizione che vuole Taggia salvata da questi predoni grazie all’intervento miracoloso di Benedetto Revelli, vescovo di Albenga ritenuto originario proprio di Taggia e poi proclamato santo.

Taggia divenne almeno dal 1153 dominio feudale dei Clavesana che nel 1228 cedettero il borgo alla Repubblica di Genova. Dal 1273 fu sede della podesteria locale, mantenendo una certa autonomia ed estendendo i propri poteri sulle vicine Arma, Ripa Tabie e parte del territorio di Pompeiana e Bussana. Nel 1381 rinnovò i propri Statuti, che tra l’altro affidavano al podestà poteri giurisdizionali.

Taggia e la sua podesteria divenne fedele alleata della repubblica genovese, seguendone pertanto le sorti storiche fino alla sua soppressione nel 1797. Con Napoleone Bonaparte fu annessa all’Impero Francese. Rientrò nei confini del Regno di Sardegna dal 1815 e del successivo Regno d’Italia dal 1861. Dal 1973 al 2011 è stata la sede amministrativa della Comunità Montana Argentina Armea. Il comune basa la sua principale risorsa economica soprattutto sul turismo. L’attività agricola, fiorente come negli altri comuni della riviera ponentina, si è sviluppato nella floricoltura o nella coltivazione di prodotti agricoli come ortaggi e agrumi. Molto redditizia è la produzione di olio di oliva, grazie alle ampie coltivazioni di ulivi della varietà taggiasca, denominazione derivante proprio dalla località. In espansione anche l’attività industriale.

Fino ad oggi sarà possibile mettere “Mi piace” alle foto, che ritraggono la location, postate sulla pagina Facebook di “Ponente ligure fotosintesi” (https://www.facebook.com/ponentfoto/?fref=ts). Se otterrà tanti voti potrà entrare nella Top Ten.

La scorsa settimana Riva Ligure ha totalizzato 16.299 visualizzazioni e 12172 “Mi  Piace”. Ecco la top Ten al momento:

1. Dolceacqua 3227 “Mi piace”
2. Seborga 3117
3. Ospedaletti 2769
4. Ventimiglia Alta 2711
5. Sanremo La Pigna 2139
6. Cervo 2132
7. Bordighera 2084
8. Rezzo 2024
9. Perinaldo 1951
10. Bajardo 1864

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