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Ugo Pagliai porta in scena a Sanremo Kafka: “Il testo parla del conflitto irrisolto tra padre e figlio”

"Ho recitato tantissime volte al teatro del Casinò, mi fa piacere ritornarci"

Sanremo. Dopo il successo di Vittorio Sgarbi, applauditissimo nel suo “Michelangelo”, l’intensa interpretazione di Ambra Angiolini e Matteo Cremon ne “la Guerra dei Roses”, il travolgente “Un’ora di tranquillità” per la regia di Massimo Ghini, la folgorante “Sciantosa” di Serena Autieri, la stagione teatrale del Casinò presenta un classico tratto da Franz Kafka.

riviera24 -Ugo Pagliai

Questa sera, alle 21.15, Ugo Pagliai accompagnato dal Quartetto Prometeo interpreterà la ”Lettera a mio padre”. “Il testo è veramente molto bello – racconta Ugo Pagliai a Riviera24.itMentre altri testi di Kafka erano misteriosi e astratti, in questa lettera al padre esiste un volto, una voce fisica che è un po’ anche lo specchio di se stesso. E’ un motivo per analizzare la sua propensione ad essere pauroso, non felice della propria esistenza, della propria vita, il senso di nullità che lui porta dentro di sé”. Le dure parole rivolte da Kafka al genitore e affidate a una lettera mai consegnata sono indagine perciò del conflitto irrisolto tra padre e figlio. “Il me stesso è molto presente nell’opera, anche perché sono nato e cresciuto nel periodo dei dittatori e il padre, in questo caso, è un dittatore. E’ una persona che bastava uno sguardo per far tremare il figlio - dice - Io mi ricordo di tutto questo dove vi era un rapporto davvero difficile tra padre e figlio”.

L’attore darà quindi voce alle paure e ai rimorsi di Franz Kafka in Lettera sulle musiche di Leóš Janácek interpretate dal Quartetto Prometeo con i violini di Giulio Rovighi e Aldo Campagnari, la viola di Massimo Piva e il violoncello di Francesco Dillon nella regia e drammaturgia di Maurizio Cardillo. “Ci sono tre parti e la musica di Janácek è tratta dai suoi diari intimi – spiega l’attore – Janácek scrisse questi diari per l’amore di una donna molto più giovane di lui perciò era preso da un groviglio di sentimenti e passione e perciò si divide molto bene con i terrori la paura di Kafka”.

“In questo momento il cinema è quello che è, anche se ho preso parte all’ultimo film di Paolo Sorrentino facendo il ruolo di Mike Bongiorno, che uscirà prossimamente forse a Cannes” – confida il noto attore e doppiatore italiano, attivo nel teatro, cinema e nella televisione - “Alla televisione evito certe cose, magari mi chiedono poi di doppiare alcuni personaggi in italiano, ma è il teatro che mi ha davvero dato tanta soddisfazione e lo calco molto volentieri perché c’è una grande libertà ed è un modo anche di raccontare se stessi attraverso il personaggio”. “Probabilmente farò a Spoleto un lavoro di Bergman ed è tosto. Mi piacerebbe farlo, penso che lo farò, però non è ancora detta l’ultima parola” – anticipa Pagliai – “Mi piace il teatro perché mi dà anche la possibilità di divertirmi perciò mi dà tanta voglia di ritornarci. Continuerò a fare teatro lasciando degli spiragli per eventuali proposte”.

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