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Tentati furti e atti vandalici nei pressi dell’ospedale di Bordighera, esercenti esasperati puntano il dito contro il SerT

"Poca sicurezza, non ci sentiamo tutelati dalle forze dell'ordine"

Bordighera. Porte forzate con cacciaviti e altri attrezzi da scasso, atti vandalici sulle auto e piccoli furti: la situazione nei pressi dell’ospedale Saint Charles sta diventando critica. Lo segnalano gli esercenti dell’ultimo tratto di Aurelia in territorio bordigotto prima del Comune di Vallecrosia. Ma a spaventare, più di tutto, “è la mancanza di sicurezza”, dicono.
Secondo i commercianti, il problema di quell’area altrimenti tranquilla è uno solo: la presenza dei Servizi per le Tossicodipendenze (SerT), i servizi pubblici del Sistema Sanitario Nazionale dedicati alla cura, alla prevenzione e alla riabilitazione delle persone che hanno problemi conseguenti all’abuso di sostanze stupefacenti.
“Da qualche mese la situazione è peggiorata”, dichiara una barista, “Diverse volte ci siamo trovati la porta del locale scassinata e abbiamo dovuto ricorrere al serramentista per poter entrare nel bar. La stessa cosa è successa al chiosco di fiori qui vicino e al salone di parrucchiera: qualcuno sforza le porte e cerca di raggiungere la cassa del negozio con la speranza di trovare soldi, che non lasciamo mai”. Alcuni residenti, invece, si sono trovati con il finestrino o il parabrezza dell’auto in frantumi o con segni di scasso sulle portiere delle auto.

Solo pochi giorni fa, invece, dai furti si è passati ad una vera e propria aggressione quando una donna, che si stava recando al SerT, ha fatto sosta al bar: “Ha ordinato una birra e gliela abbiamo portata”, racconta la barista, “Poi l’ha fatta cadere e ne ha ordinata un’altra”. Il problema è sopraggiunto al momento del conto: la donna si è alzata per andarsene come se nulla fosse successo e alla richiesta di saldare il debito ha iniziato ad aggredire l’anziana titolare del bar, ricoprendola di insulti davanti agli altri commensali, impietriti. “Pensavo volesse alzare le mani”, racconta la barista, “Ci siamo spaventate e abbiamo chiesto l’intervento dei carabinieri”.

La preoccupazione di chi lavora in quell’area si concentra soprattutto sui numerosi ragazzi che frequentano l’istituto Montale e che, ogni giorno, utilizzano la fermata dell’autobus nei pressi del SerT. “Il problema principale è che un centro del genere non dovrebbe essere a cinquanta metri dalla fermata dell’autobus dove ogni mattina scendono cento studenti”, ha dichiarato Franco Colacito, ex amministratore bordigotto e titolare del chiosco di fiori vicino all’ospedale, “Sono riusciti a spostarlo da Ventimiglia e per l’errore di un assessore del passato ce lo ritroviamo qua, ma non va bene. Finché mi rubano i ciclamini per tentare di venderli e racimolare qualche spicciolo posso anche chiudere un occhio, ma se dovessero cedere della droga ai giovani?”. Per questo ora tutti chiedono un maggior controllo della zona da parte delle forze dell’ordine.

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