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Ospedaletti, porto di Baia Verde: sala gremita per scoprire i dettagli della variante urbanistica fotogallery

Entro 150 giorni termina la procedura amministrativa, poi il via alla gara. Il sindaco Blancardi: "Questa è l'opera più importante per il futuro del paese"

Ospedaletti. La storia senza fine del porto di Baia Verde potrà finalmente non essere più tale. Gli ospedalettesi dovranno avere pazienza ancora 150 giorni, quando arriverà il via libera definitivo della Regione alla variante urbanistica, per vedere ripartire l’opera iniziata ormai dieci anni fa e interrottasi bruscamente con una clamorosa sentenza del Consiglio di Stato che aveva annullato l’intera operazione.

Il sindaco Paolo Blancardi, insieme ai tecnici incaricati dal Comune e l’architetto Salsi, hanno illustrato alla cittadinanza i dettagli di quella “cartina” che per il primo cittadino rappresenta la base di ri-partenza del “futuro di Ospedaletti. Il porto: l’opera più importante del paese”.

“Abbiamo messo a posto quello che in qualche maniera si era rotto – ha spiegato il sindaco – cercando di recuperare nel migliore dei modi gli errori fatti nel passato. Da questi abbiamo imparato e pensato un approdo turistico più a misura della città, avendo cura, in primis, degli interessi dei cittadini”.

Eccoli allora alcuni dettagli svelati grazie anche alle domande arrivate dal pubblico: saranno in totale 320 i posti barca (se quelle che ormeggeranno avranno una lunghezza massima di 15 metri ciascuna). Il privato che si farà carico della nuova progettazione e quindi del futuro investimento, potrà ottenere 50 posti barca supplementari, sbancando una parte della zona portuale.

Nelle cubature del cosidetto ecomostro, l’unica struttura realizzata dal vecchio attuatore e che ospita anche una parte dell’impianto di depurazione, potrebbe sorgere un parcheggio su due piani. Posti auto che comunque dovranno essere accessibili a tutti.

Un occhio di riguardo anche all’ambiente marino. Infatti nelle norme già approvate si pone il divieto di gettare l’ancora in rada per non danneggiare il campo di poseidonia.

Per non minare la salubrità dell’acqua, un cordone (tipo quelli che si trovano tra i due porti di Sanremo), dovrà limitare le correnti direzionate verso le spiagge.

La durata della concessione sarà definita una volta capita la reale portata dell’investimento privato. Non più 99 anni come la precedente, periodo che ha battuto ogni record italiano.

“Vogliamo un porto vivo, che sia prolungamento del paese. Per questo abbiamo messo dei paletti per impedire che diventi un’area di soli servizi e vietato la costruzione di centri commerciali che possano minare il tessuto economico del centro.”

Moltissimi imprenditori hanno già bussato alla porta del sindaco, spiega Blancardi: “Quest’opera è evidentemente strategica e, ora che la domanda di posti barca (vedi Ventimiglia) sembra in crescita, probabilmente siamo diventati molto appetibili. Ci troviamo pur sempre vicino a Monte Carlo.”

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