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Non ci sono colpevoli per l’incidente di Ventimiglia in cui perse la vita Michel Pellerito

Sette anni dopo definito con un'assoluzione il processo della tragedia sull'A10

Imperia. Il pm Monica Vercesi aveva chiesto un anno e mezzo di reclusione. Il giudice monocratico Massimiliano Botti, invece, ha deciso per un’assoluzione accogliendo la tesi difensiva.

Dopo sette anni è stato definito il processo che vedeva imputato il motociclista Antonio Raco. Era accusato di omicidio colposo in relazione alla morte di Michel Pellerito, 45 anni, di Ventimiglia, industrial designer di professione e figlio di una nota famiglia di ottici della Riviera.

L’incidente risale al febbraio del 2011 ed avvenne sull’A10, all’altezza del chilometro 148 (direzione Genova), tra i caselli di Ventimiglia e Bordighera. A ricostruire l’incidente che era avvenuto tra due gallerie erano stati gli agenti della sottosezione della polizia stradale di Imperia Ovest. A nulla erano serviti i tempestivi soccorsi da parte del personale sanitario. Il traffico quel giorno aveva subito notevoli rallentamenti ed era stato a lungo deviato su un’unica corsia di marcia.

Inizialmente si pensava che fosse rimasto coinvolto anche un veicolo, ma l’ipotesi non era stata confermata dagli investigatori hanno raccolto tutte le testimonianze degli altri automobilisti di passaggio per cercare di avere un quadro più preciso dell’accaduto.

I familiari si sono costituiti parte civile e i legali oggi hanno chiesto un risarcimento di 420 mila euro. La difesa con gli avvocati Marco Amoretti e Davide Oddo ha sostenuto invece l’innocenza del motociclista che si sarebbe trovato all’improvviso una moto provenire da dietro a forte velocità in un punto dove era stato aperto un cantiere di lavoro.

“Il nostro assistito ha tenuto una condotta regolare. Quando si è accorto della moto che si avvicinava a forte velocità ha corretto la corsa per cercare di evitare il più possibile l’impatto e per sua fortuna è rimasto miracolosamente illeso”. Ora si attendono le motivazioni della sentenza del giudice Botti. E’ assai probabile che si ricorrerà in appello.

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