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In arrivo il primo sportello antiviolenza di Taggia, Cane: «Concepito come “casa”, qui le donne troveranno delle amiche»

Tra gli obiettivi della consigliera alle pari opportunità anche la sottoscrizione della "Carta dei diritti della bambina"

Taggia. Presto la città avrà il suo primo sportello antiviolenza. È il risultato della battaglia in nome delle donne condotta dalla consigliera con delega alle pari opportunità Laura Cane, in sinergia con l’assessore alla Tutela sociale Maurizio Negroni.

«Io vengo dal mondo dell’associazionismo e come tale sono abbastanza sensibile sul tema della violenza di genere – spiega Cane che oltre ad essere consigliera del Comune di Taggia è anche referente “Young” del distretto Nord Ovest di Fidapa BPW Italy –. Sarà il primo sportello antiviolenza presente fisicamente sul territorio comunale, una sorta di conquista per tutte le donne che hanno subito violenza e chiedono aiuto».

Il nuovo sportello tabiese, che andrà ad aggiungersi ai tre già attivi nell’Imperiese e collegati al Centro provinciale con sede a Sanremo, offrirà alle donne servizi di assistenza, ospitalità, sostegno e, qualora fossero presenti, tutela ai minori. 

«In Comune stiamo lavorando proprio in questi giorni per definire ogni aspetto. Si tratta di un progetto appena avviato che cercheremo di portare a termine in breve tempo. Purtroppo la domanda è alta e bisogna dare risposte concrete», aggiunge la consigliera che prosegue:

«Sarà concepito come una casa in cui respirare un ambiente familiare. Le donne potranno interfacciarsi con delle professioniste che non saranno solo dei medici ma anche e soprattutto delle amiche. Desidero che la donna vittima di violenza venga accolta come in famiglia e che varcando la porta d’ingresso non provi sentimenti di vergogna o di paura. Proprio per questa ragione stiamo valutando la sede più idonea, che non dovrà essere all’interno di un ufficio comunale».

«Purtroppo – sottolinea Laura Cane – la violenza sulle donne è oggi diventata una costante. C’è un bisogno urgente di smantellare i pilastri di un sistema che si basa ancora su stereotipi di genere. E in tal senso le istituzioni possono dare un grosso aiuto. E laddove la macchina pubblica non arriva, si possono aprire collaborazioni con associazioni che operano a livello sociale come Fidapa. Anzi, sarà proprio su questa linea che muoverò la mia battaglia contro la violenza, anche per una questione di contenimento dei costi, così da non ricadere sulla cittadinanza».

E al riguardo, «insieme alla Federazione italiana donne arti professioni affari di cui faccio parte – evidenzia Cane –, sto portando avanti un progetto per la sottoscrizione della Carta dei diritti della bambina, per altro già avviato a Ventimiglia grazie alla socia Patrizia Acquista. La Carta è un documento unico nel panorama della cultura di genere, redatto dalla BPW Europa a seguito della drammatica condizione femminile denunciata a Pechino nella Conferenza mondiale sulle donne 1995 e che ha conosciuto nuovo impulso con l’orribile proliferazione dei casi delle spose bambine. Vicende lontane dalla nostra realtà ma sulle quali bisogna riflettere portandole all’attenzione dell’opinione pubbblica».

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