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Imperia, De Bonis: “Fdi/An sullo Ius soli tentano di raccattare voti”

Duro attacco dell'assessore rivolto al consigliere Casano che ha presentato la mozione

Imperia.”Fratelli d’Italia confonde lo Ius soli con la questione degli sbarchi che sono due cose totalmente diverse. Con questa operazione raccattano voti. Sono indignato”. Così ha sentenziato l’assessore all’Immigrazione Pino De Bonis dopo la presentazione della mozione contro il disegno di legge sullo ius soli nel consiglio comunale di Imperia da parte del consigliere di Fdi/An Alessandro Casano. “Questa è mozione da vergogna. E’ terribile”, ha tuonato De Bonis.

Una mozione che avrebbe dovuto impegnare il sindaco e la Giunta ad esprimere formalmente presso tutte le istituzioni “la propria contrarietà a una legge assolutamente superflua rispetto alla normativa vigente, che prevede già lo ius soli in determinati casi e prevede l’assegnazione della cittadinanza italiana agi stranieri presenti nel nostro territorio a condizioni ben precise, a tutela dei cittadini italiani e della nostra cultura”.

Alla fine la mozione del consigliere Casano non è passata: 6 favorevoli, 4 astenuti, 9 contrari.

Come funziona adesso
L’ultima legge sulla cittadinanza, introdotta nel 1992, prevede un’unica modalità di acquisizione chiamata ius sanguinis (dal latino, “diritto di sangue”): un bambino è italiano se almeno uno dei genitori è italiano. Un bambino nato da genitori stranieri, anche se partorito sul territorio italiano, può chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni e se fino a quel momento abbia risieduto in Italia “legalmente e ininterrottamente”. Questa legge è da tempo considerata carente: esclude per diversi anni dalla cittadinanza e dai suoi benefici decine di migliaia di bambini nati e cresciuti in Italia, e lega la loro condizioni a quella dei genitori (il cui permesso di soggiorno nel frattempo può scadere, e costringere tutta la famiglia a lasciare il paese).

Cosa cambierebbe
La nuova legge introduce soprattutto due nuovi criteri per ottenere la cittadinanza prima dei 18 anni: si chiamano ius soli (“diritto legato al territorio”) temperato e ius culturae (“diritto legato all’istruzione”).
Lo ius soli puro prevede che chi nasce nel territorio di un certo stato ottenga automaticamente la cittadinanza: ad oggi è valido ad esempio negli Stati Uniti, ma non è previsto in nessuno stato dell’Unione Europea. Lo ius soli “temperato” presente nella legge presentata al Senato prevede invece che un bambino nato in Italia diventi automaticamente italiano se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni. Se il genitore in possesso di permesso di soggiorno non proviene dall’Unione Europea, deve aderire ad altri tre parametri:
– deve avere un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale;
– deve disporre di un alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge;
– deve superare un test di conoscenza della lingua italiana.
L’altra strada per ottenere la cittadinanza è quella del cosiddetto ius culturae, e passa attraverso il sistema scolastico italiano. Potranno chiedere la cittadinanza italiana i minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni che abbiano frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato almeno un ciclo scolastico (cioè le scuole elementari o medie). I ragazzi nati all’estero ma che arrivano in Italia fra i 12 e i 18 anni potranno ottenere la cittadinanza dopo aver abitato in Italia per almeno sei anni e avere superato un ciclo scolastico.

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