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“Salomon’s Park” premiato come eccellenza, ma il tuttofare Nori finisce sotto processo e viene assolto

Era accusato di aver violato un'area protetta per aiutare una gatta in difficoltà; a difenderlo è stato l'avvocato Bettazzi

Imperia. Il “Salomon’s Park” di Pontedassio premiato come eccellenza dalla Charity Star International riservata ai progetti a difesa e tutela degli animali. Un onore per una piccola realtà gestita con amore e dedizione dalla pittrice tedesca Marita Muller e dal suo braccio destro tuttofare, Augusto Nori. E proprio quest’ultimo, Augusto Nori, è finito sotto processo a Imperia per violazione di domicilio per aver aiutato una gatta in difficoltà. Lunedì scorso, difeso dall’avvocato Giulio Bettazzi di Sanremo, è stato assolto dal giudice monocratico Laura Russo.

I fatti risalgono al 13 agosto 2013: il signor Nori ospita una giornalista tedesca, Jutta Katizros e la guida tra le strutture che ospitano animali nella zona dell’imperiese. Tra queste anche un’area protetta per gatti, già gattile comunale, che si trova ad Imperia in via Nazionale.

Qui Nori e la giornalista notano una gatta in stato di sofferenza e cercano di aiutarla facendole arrivare del cibo attraverso un buco nella rete. Il giorno dopo i responsabili dell’area protetta, notando il cibo e l’acqua, e deducendo che qualcuno si fosse introdotto nell’area stessa scavalcando la rete, hanno deciso di denunciare Nori, che avevano identificato, per violazione di domicilio. In questo modo l’uomo, conosciutissimo in zona per l’aiuto agli animali abbandonati (di qui il premio), si è ritrovato a doversi difendere contro questa accusa, solo per aver voluto aiutare una gatta in difficoltà.

Difeso dall’avvocato Giulio Bettazzi, Augusto Nori è riuscito a ricostruire quanto effettivamente accaduto e di non essere mai entrato nell’area protetta saltando la recinzione, anche grazie alla testimonianza dell’unica persona presente, ossia la giornalista tedesca che, per aiutare la ricostruzione della verità, è venuta direttamente dalla Germania. Da qui la sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste che scagiona completamente l’angelo custode degli animali della Valle Impero.

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