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Ranzo è la località in gara sulla pagina Facebook di “Ponente ligure fotosintesi”

Si può mettere "Mi piace" alle foto che raffigurano il paese dal 16 al 22 ottobre

Ranzo. Questa settimana Ranzo è la località in gara per il concorso gratuito “I Like” di “Ponente ligure fotosintesi” che mette in competizione i Comuni della provincia per il titolo di paese più ammirato.

Il territorio di Ranzo è situato lungo il fondovalle del torrente Arroscia. Il toponimo è attestato per la prima volta intorno al XIII secolo nella versione Rancio, derivante probabilmente dal termine romano gentilizio Rantius. È probabile che anche questa zona della valle Arroscia fosse abitata già in epoca protostorica dove, alle primitive popolazioni dedite alla caccia e alla pastorizia, subentrarono poi i Liguri Ingauni durante l’epoca preromana e che “colonizzarono” l’intero entroterra ligure. Alla caduta dell’Impero romano d’Occidente (476) anche il territorio di Ranzo fu interessato dalle invasioni barbariche, a cui seguirono le dominazioni da parte dei Longobardi e dei Franchi fino all’888.

Nel periodo carolingio entrò assieme ad altri paesi del fondovalle fra i possedimenti del Contado di Albenga e, successivamente, nella Marca Arduinica sotto giurisdizione dello stesso comitato albenganese. Con la dissoluzione della marca il feudo di Ranzo fu sottoposto al controllo dei marchesi di Clavesana. A tale periodo risalirebbe la costruzione presso il paese di una fortificazione per proteggere il territorio dalle mire espansionistiche del Comune di Albenga. Secondo altre documentazioni il castello risalirebbe invece al X secolo, quale avamposto costruito dagli abitanti per scongiurare i continui assalti dei Saraceni. Nel 1233 la popolazione ranzese partecipò assieme ad altri borghi della valle Arroscia alla fondazione di Pieve di Teco.

Al 1355 è datata la cessione da parte dei marchesi di Clavesana di una parte del territorio di Ranzo ai marchesi Emanuele e Aleramo Del Carretto; la restante parte venne comunque poi ceduta nel 1358 alla Repubblica di Genova che mantenne il marchese Emanuele di Clavesana quale suo feudatario in loco. Nuovi scontri tra le famiglie feudali dei Ceva, Del Carretto e Clavesana per altri possedimenti all’interno del territorio ranzese portarono nel 1386 ad un intervento diretto del doge di Genova Antoniotto Adorno. Il lodo dogale stabilì la cessione da parte dei Del Carretto di tre quarti di Ranzo alla repubblica genovese, legando però la facoltà di conservarli come semplici feudi: la famiglia carrettesca risultò quindi proprietaria esclusiva di un quarto del territorio ranzese e feudataria, per conto di Genova, dei restanti tre quarti di Ranzo. Fu il nobile Giovanni di Saluzzo, marchese di Clavesana, a cedere definitivamente l’intero territorio di Ranzo alla Repubblica di Genova nel 1393 che sottopose questa parte di territorio nel capitaneato di Pieve di Teco sino alla dominazione napoleonica di fine XVIII secolo.

Con la dominazione francese il territorio di Ranzo rientrò dal 2 dicembre 1797 all’interno della Repubblica Ligure. Dal 1798 fece parte del VI cantone, come capoluogo della Giurisdizione di Centa e dal 1803 divenne centro principale del III cantone di Pieve nella Giurisdizione degli Ulivi. Nel 1804 aggregò i territori dei soppressi comuni di Bacelega e Costa Bacelega. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 il territorio fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel V mandamento di Pieve di Teco del Circondario di Porto Maurizio facente parte della Provincia di Porto Maurizio (poi Provincia di Imperia, dal 1923). Nel 1928 il comune di Ranzo fu soppresso e aggregato al territorio comunale di Borghetto d’Arroscia, poi ricostituito nel 1947.

Durante le fasi cruciali della seconda guerra mondiale vi operò il distaccamento partigiano “F. Airaldi”, dipendente dal comando della II Brigata “Giovanni Beiro”, che contrastò il presidio tedesco di stanza a Ranzo che nella seconda metà del settembre 1944 abbandonò quest’area della media valle Arroscia. Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Alta Valle Arroscia e con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008, in vigore dal 1º gennaio 2009, ha fatto parte della Comunità montana dell’Olivo e Alta Valle Arroscia, quest’ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010 e in vigore dal 1º maggio 2011. La principale risorsa economica del comune è l’attività agricola e la produzione del vino Pigato, di cui Ranzo è fra i maggiori centri di produzione, e dell’olio di oliva da mensa taggiasche e loro derivati. Alcune attività commerciali legate all’olivicoltura (frantoi), all’artigianato (mobilificio) e al settore terziario (autotrasporti).

Dal 16 al 22 ottobre sarà perciò possibile mettere “Mi piace” alle foto, che ritraggono la location, postate sulla pagina Facebook di “Ponente ligure fotosintesi” (https://www.facebook.com/ponentfoto/?fref=ts). Se otterrà tanti voti potrà entrare nella Top Ten.

La scorsa settimana Olivetta San Michele ha totalizzato 14.440 visualizzazioni e 846 “Mi  Piace”. Ecco la top Ten al momento:

1. Seborga 3117 “Mi piace”
2. Ventimiglia Alta 2711
3. Cervo 2132
4. Bordighera 2084
5. Bajardo 1864
6. Ventimiglia frazioni 1828
7. Cesio 1713
8. Bussana 1650
9. Molini di Triora  1637
10. Diano Marina 1607

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