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Olivetta San Michele è la località in gara sulla pagina Facebook di “Ponente ligure fotosintesi” foto

Si può mettere "Mi piace" alle foto che raffigurano il paese dal 9 al 15 ottobre

Olivetta San Michele. Questa settimana Olivetta San Michele è la località in gara per il concorso gratuito “I Like” di “Ponente ligure fotosintesi” che mette in competizione i Comuni della provincia per il titolo di paese più ammirato.

Olivetta San Michele è il comune più occidentale della regione. Il paese è collocato nella valle del torrente Bevera, lungo un pendio collinare. Secondo alcune interpretazioni, non supportate però da documentate fonti storiche accertate, il toponimo “Olivetta San Michele” nasce dalla giustapposizione del nome delle due principali località dell’odierno territorio comunale. Il termine “Olivetta” deriverebbe dalla diffusa e antica coltivazione dell’ulivo in zona, nome che, successivamente interpretato in modo erroneo, venne tramutato dall’originario e collettivo plurale neutro “oliveta” al diminutivo femminile “- etta”, e da qui “Olivetta”. Il toponimo “San Michele” andrebbe invece legato al culto dell’arcangelo Michele venerato nella vicina Sospello, dal 1860 in territorio francese.

È al quanto probabile che il territorio olivettese fu abitato già dall’epoca protostorica. Caduto l’impero romano d’Occidente nel 476, anche questo territorio vide le successive dominazioni dei Longobardi, dei Franchi e poi dei Saraceni. Fu verso l’anno Mille che, di fatto, si consolidò il potere feudale e il legame del territorio olivettese verso il castello e la comunità di Penna, borgo medievale che dopo il trattato di Pace di Parigi del 1947 passò alla giurisdizione francese, nel comune di Breglio, assieme all’altra frazione olivettese di Libri. In questo periodo storico, a cavallo tra l’XI e il XIII secolo, il borgo di Penna fu assoggettato alla contea di Ventimiglia e, seguendo le sorti del capoluogo intemelio, indirettamente al Comune di Genova dopo varie controversie e atti spontanei di dedizione.

Il borgo, proprio per la sua collocazione isolata fu più volte terra di scontro e di invasioni come nel 1273 quando soldati del conte Carlo d’Angiò entrarono senza resistenza nella disarmata Penna e l’assoggettarono alla contea di Provenza; dominazione d’oltralpe che cessò comunque nella primavera dell’anno successivo grazie all’intervento militare genovese. Un successivo assalto al castello e al borgo di Penna si verificò nel 1451 quando una banda di circa 150 briganti, al comando di Brondetto di Sospello, pare su commissione del duca di Savoia, riuscì ad espugnare il territorio. L’anno successivo il signore dolceacquese Enrichetto Doria riconquistò il maniero e Penna per conto di Genova.

Nel corso del XVI secolo Penna fu elevata al rango di podesteria genovese tra i benefici concessi dalla repubblica vi fu la nomina in loco dei vari podestà che avevano il compito di guidare la piccola comunità di confine per conto dei Genovesi. L’ultimo assedio sabaudo avvenne nel 1672. Nei secoli successivi seguì quindi le sorti di Genova e di Ventimiglia. Fu con la dominazione napoleonica di fine Settecento che la nascente comunità di Olivetta si smarcò dalla secolare giurisdizione di Penna, proclamandosi comune autonomo.

Dopo la riforma della Repubblica Ligure in 6 giurisdizioni e 47 cantoni la municipalità di Olivetta venne soppressa e aggregata nuovamente al comune di Penna, facente parte dell’XI cantone della Roia nella Giurisdizione degli Ulivi. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento delle Alpi Marittime. Nel 1815 il territorio fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, mentre al 1861 risale l’annessione al Regno d’Italia. L’anno successivo, con regio decreto, il termine Penna attuò il cambio di denominazione in Piena a cui seguì il trasferimento del capoluogo comunale a Olivetta e la conseguente nuova nomenclatura del comune in Olivetta San Michele. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel VIII mandamento di Ventimiglia del circondario di Sanremo facente parte della provincia di Nizza. A seguito della definizione dei nuovi confini territoriali tra Italia e Francia dopo la seconda guerra mondiale (trattato di Parigi del 1947) – al comune francese di Breil-sur-Roya furono cedute le due frazioni olivettese di Piena e Libri. Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Intemelia.

Nonostante la varietà linguistica tradizionalmente praticata dalla popolazione sia il ligure roiasco, per l’intero territorio comunale (unico caso in Liguria) è stata formalmente dichiarata l’appartenenza alla minoranza linguistica storica occitana. Tale episodio è stato aspramente criticato dai più accreditati esponenti della comunità scientifica, che non hanno esitato a mettere in luce gli interessi meramente economici dietro ad un caso del genere. La principale risorsa economica del comune è l’attività agricola.

Dal 9 al 15 ottobre sarà perciò possibile mettere “Mi piace” alle foto, che ritraggono la location, postate sulla pagina Facebook di “Ponente ligure fotosintesi” (https://www.facebook.com/ponentfoto/?fref=ts). Se otterrà tanti voti potrà entrare nella Top Ten.

La scorsa settimana Diano San Pietro ha totalizzato 17.232 visualizzazioni e 951 “Mi  Piace”. Ecco la top Ten al momento:

1. Seborga 3117 “Mi piace”
2. Ventimiglia Alta 2711
3. Cervo 2132
4. Bordighera 2084
5. Bajardo 1864
6. Ventimiglia frazioni 1828
7. Cesio 1713
8. Bussana 1650
9. Molini di Triora  1637
10. Diano Marina 1607

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