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Centoventi giorni a Helsinki con Beatrice, l’avventura di una giovane di Taggia raccontata in un blog foto

Partita per un erasmus nella capitale della Finlandia, ha iniziato a scrivere un diario online per condividere le sue esperienze con centinaia di utenti

Taggia. “Fuori piove. Ammiro Helsinki dalla mia finestra e finalmente prendo coraggio.Forse in pochi mi leggeranno ma credo di trovarmi in una città che merita di essere raccontata, nella peggiore delle ipotesi potrò rileggere questo blog tra qualche anno come un diario segreto, di quelli che dimentichi in un cassetto e ritrovi quando ormai sei grande”. Così inizia il blog di Beatrice Anfossi, ragazza originaria di Taggia che ha deciso di aprire un diario online dove raccontare le avventure e le esperienze vissute durante i suoi centoventi giorni in Finlandia, ad Helsinki.

”Quando ho deciso di intraprendere il progetto Erasmus mi sono ripromessa di scegliere una meta che fosse il più possibile diversa dall’Italia: un’altra cultura, un altro modo di vivere, un altro clima. Da sempre sono affascinata dai paesi scandinavi e quindi quale migliore occasione per scoprirli?” Così ci racconta Beatrice che lo scorso agosto ha lasciato la Riviera alla volta di Helsinki. “La mia estate è finita con un certo anticipo – sottolinea -. Qui le lezioni iniziano la prima settimana di settembre e alla fine di agosto abbiamo avuto una settimana di orientamento in cui ci hanno spiegato come funziona l’università, i servizi e l’iscrizione ai corsi e in cui abbiamo sbrigato tutte le pratiche burocratiche. Rimarrò qui fino alle vacanze di Natale, quindi per un solo semestre”.

E così a Beatrice è venuto in mente di aprire un blog tutto suo dove raccontare liberamente la sua esperienza e condividerla con altre persone: “Era da un po’ di tempo che mi frullava per la testa l’idea di raccontare la mia esperienza in qualche modo. Mi piace scrivere e avrei visto cose nuove e, probabilmente, interessanti quindi perché non condividerle? Mi ha fatto molto piacere ricevere un tale riscontro, non me lo sarei mai aspettato! Soprattutto quando qualcuno mi ha detto Sembra di stare lì con te!, allora ho capito che ero riuscita nel mio intento”.

”Sicuramente sarò un po’ più grande, matura e consapevole dopo questi centoventi giorni – scrive ancora Beatrice nel suo blog –. Questo è il tempo che mi separa dal mio ritorno a casa, è il tempo che mi è concesso per scoprire quanto bella e fredda sia la Finlandia, quanto gentili siano i finlandesi, quanto buona (o pessima) la loro cucina; ma anche per conoscere più persone possibili, scherzare, festeggiare e non avere rimpianti. Magari nel tempo libero riuscirò anche a studiare. Mi avevano parlato di Helsinki come di una città triste e neanche troppo bella, quindi sono arrivata qui senza troppe aspettative. Ho trovato distese di parchi e alberi, strade enormi e pulite, palazzi semplici e lineari con i tetti neri, ma anche casette colorate e grattacieli. E poi il mare ovunque, io amo il mare, anche quello scuro e freddo che ho trovato qui. E i mille ristoranti, locali, bar, sarei già entrata dappertutto. Poi c’è il porto, con la sua piazza che si riempie di bancarelle e del profumo del salmone scottato. Ci sono i mille centri commerciali con le grandi vetrate trasparenti, sono moltissimi, perché ho il sospetto che durante l’inverno non ci sia altra soluzione che chiudersi lì dentro. C’è la grande piazza del Senato, con la cattedrale dalle cupole verdi e la imponente chiesa ortodossa che sovrasta il porto. Infine c’è una miriade di isole e c’è Suomenlinna, ma lei merita un post a parte”.

“Insomma – commenta – mi trovo in una città totalmente inaspettata, fatta sì di grandi costruzioni di stampo sovietico ma anche di piccoli angoli nascosti che ti tolgono il fiato. E poi ci sono i finlandesi, apparentemente così freddi e invece così gentili e disponibili. C’è Arto, il mio padrone di casa. Un tipo strambo, con la coda bionda e il Nokia 3310. Fa il musicista ed è stato così buono con noi che avrei voluto abbracciarlo. C’è Max, lo studente di informatica che si è seduto con noi alla mensa, ha imparato un po’ di italiano da solo nel tempo libero e non esita a metterlo in pratica. C’è Franklin, il mio tutor dell’Università, che in realtà viene dal Kenya ma ha già assorbito a pieno lo spirito finlandese. Ha cercato in ogni modo di aiutarmi quando mi ha vista seriamente in difficoltà, avrei abbracciato volentieri anche lui. Sono qui ormai da quasi due settimane e alcune cose credo di averle capite della Finlandia: qui si beve caffè sempre, a qualsiasi ora e ovunque; il consumo medio di caffè è superato solo da quello di patate; quassù fa freddo davvero”.

“Non so bene cosa mi aspetterà, se sopravviverò alle temperature polari o alle lezioni di storia russa – scrive concludendo la giovane tabiese -. Spero che abbiate voglia di accompagnarmi in questo viaggio, con la speranza di uscirne arricchita (almeno dal punto di vista spirituale, visto che sicuramente farò ritorno a casa in bancarotta). Non mi resta che dirvi stay tuned… e Kiitos, a tutti quelli che verranno con me”.

Qui il link per scoprire il blog di Beatrice: http://centoventigiorniahelsinki.blogspot.it/?m=1

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