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Antonio Mandica, il re del cocktail di Sanremo: “La mia forza? Passione, costanza e tanto studio”

Il suo nome spicca sul palco della fase finale di Barawards 2017 per il aggiudicarsi il titolo di “Bartender dell’anno”. Altri tre sanremesi sono invece in lizza come migliore “Bartender italiano all’estero dell’anno”

Sanremo. Sul palco della fase finale di Barawards 2017 spicca il nome del sanremese Antonio Mandica. In corsa per il titolo di “Bartender dell’anno” con cui da più di 35 anni la prestigiosa rivista Bargiornale celebra l’arte della mixology, Mandica, 40 anni compiuti il mese scorso e da un anno e mezzo dietro il bancone del Victory Morgana Bay, è stato selezione da un team di esperti di settore tra un infinità di candidati provenienti dal resto d’Italia e anche del mondo, tra cui, nella categoria “Bartender italiano all’estero dell’anno” troviamo altri tre barmen originari di Sanremo: Alain Arrigo e Luca Coslovich che lavorano entrambi a Montecarlo, il primo al banco di comando del bar delle Terme marine e il secondo a quello del Casinò, e Riccardo Semeria che attualmente è attivo in un albergo di lusso londinese.

«Leggere il mio nome in mezzo a quello di grandi bartender è stata per me un’immensa soddisfazione. Scorrendo l’elenco ho ritrovato professionisti di fama mondiale, quelli che generalmente vediamo alla televisione. Un riconoscimento magnifico, davvero gratificante», dice il nostro re del drink che, avvicinatosi a questo mestiere quando era poco più che un ragazzo, aveva soli 16 anni, diversamente da molti suoi colleghi ha scelto di svolgere la professione di bartender nella sua città natale: dapprima al Bar Melody di corso Matteotti, poi nei locali di piazza Bresca e al Flowers di Arma di Taggia e infine al Victory. «Sono molto felice della scelta di essere rimasto a lavorare qui – ammette –. Nel mio piccolo sono affezionato a Sanremo e sono anche riuscito a crearmi un nome, tanto che in molti mi conoscono come sinonimo del “buon bere miscelato”, il che non può far altro che riempirmi di gioia».

Del resto Mandica è un vero e proprio esperto in materia. Vincitore di gare a livello sia regionale (tre) che nazionale (due, la prossima la sosterrà novembre), lo si incontra sempre con i libri sotto il braccio. Perché per lui la formazione e l’aggiornamento sono una priorità. «Sono membro dell’Associazione italiana barman e sostenitori (Aibes) dal 1999 e da qualche anno ne sono anche diventato docente – spiega –. Faccio questo lavoro da più di vent’anni e ho scoperto che, come tutti i mestieri, è costantemente in evoluzione. Le combinazioni possibili per creare un buon cocktail sono infinite e, seppure le migliori sono quelle che nascono spontaneamente quando scopri i gusti del cliente, bisogna conoscere alla perfezione tutte le proprietà degli ingredienti, bisogna provare e riprovare. Per essere un buon mixologo, inoltre, non bisogna sottovalutare l’esperienza. E non solo quella acquisita dietro il banco ma anche quella fatta in loco, ovvero visitando aziende, distillerie, conoscendo i produttori. La mia forza risiede proprio in questo mix fatto di passione, costanza e studio e credo sia apprezzato».

Per aiutare Antonio Mandica e i suoi tre colleghi a vincere la finalissima di Barawards 2017, vai su http://www.surveygizmo.com/s3/3925576/BarAwards-2017-LOCALI-E-PROFESSIONISTI  ed esprimi il tuo voto

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