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Thailandia, istruzioni per il viaggio: come sopravvivere alle “toilets” e al cibo locale foto

La cultura thailandese è assai distante dalla nostra e dal mio recente viaggio mi sono resa conto che non fa per tutti

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Sanremo. La Thailandia è un luogo da visitare almeno una volta nella vita. Io ho avuto la fortuna di andarci questa estate. Un viaggio meraviglioso che mi ha lasciato innumerevoli ricordi e sensazioni positive. La cultura thailandese però è assai distante dalla nostra e mi sono resa conto che non fa per tutti. Per chi sogna questo posto o ha in programma di scoprirlo, ecco quindi alcuni consigli.

Costi. Innanzitutto in Thailandia ogni cosa ci risulterà davvero super economica. Il cambio è a nostro favore, con 1 euro riceviamo 40 bath . Ad esempio, con 50/60 bath si può acquistare un ”watermelon juice”; in una baracchetta per strada con 20 bath una porzione di frutta fresca (anguria, melone, ananas ); con 100 bath del ”fried rice” o ”phad thai”, loro piatti tipici . Ovviamente il prezzo cambia da posto a posto ma all’incirca con 5 euro a testa si può fare un buon pranzo.  Il volo invece sarà più costoso, contando che siamo dall’altra parte del mondo e che ci vogliono circa dalle 18 alle 24 ore per arrivare a destinazione, può andar bene ed è un investimento da compiere per ammirare la bellezza e la diversità di questi posti.

Cibo. Loro mangiano a qualsiasi ora del giorno , non importa dove sia puntata la lancetta dell’orologio, si siedono e consumano . I piatti tipici della Thailandia si trovano per strada, il cibo locale difatti si chiama ”street food”, si trova in delle “baracchette” (oserei dire abusive) con tavoli e sedie di plastica, alla vista potranno sembrare poco invitanti e poco puliti (e lo sono) ma vi assicuro: è lì che si trova il vero cibo locale quindi non siate schizzinosi! Più gente vi sarà, più il cibo sarà buono. Noodles, fried rice, zuppe, seafood la maggior parte tutto ” spicy” (amano il piccante). Però questo “cooking” imperterrito da una parte permette loro di mangiare a qualsiasi ora del giorno, dall’altra lascia un odore di fritto per tutta la città, ve lo assicuro, si percepisce appena usciti dall’aeroporto.

Insetti. Quando noi vogliamo sentire qualcosa di croccante sotto i denti mangiamo delle patatine, giusto? Loro invece no. Preferiscono soddisfarsi con degli insetti. Ragni, cavallette, scarafaggi poco importa: tutto viene ingerito. Difatti per strada si possono trovare delle ”bancarelle” che espongono vari tipi di insetti già cucinati che si possono assaggiare e acquistare. Anche loro possono essere mangiati ”spicy” .

Massaggi e benessere. Con 250/300 bath, all’incirca poco più di 6 euro, potrete godere di un massaggio thai , di un ”foot massage” oppure di una ”fish spa”. Per la città è pieno di posti che offrono questo tipo di servizio. Il massaggio tradizionale thailandese potrebbe sembrare un’esperienza rilassante ma talvolta è più simile a un incontro di thai box che allo shatsu. La ”Fish spa” consiste nell’immergere in una vasca piena di pesci i piedi e lasciarsi togliere le pellicine. Il ”Foot massage” è però il modo migliore per curare la vita faticosa del turista, un lusso che con 6euro potrebbe essere fatto ogni giorno.

I bagni. L’igiene non è il loro forte, per chi non è mai stato in questi luoghi è difficile immaginare la toilette e per chi si trova lì per la prima volta è difficile crederci: ”ma la carta non c’è ?”; ”che sporco!”; “come si tira l’acqua?”. Il più delle volte (parlo dei bagni di strada ovviamente) niente carta igienica, niente acqua corrente e bisogna riempire d’acqua una ciotola, poi svuotarla nel water per ”tirare” l’acqua. In bagno inoltre vi è una piccola pompetta, a mio avviso potrebbe essere una sostituzione della carta igienica, ma non voglio saperlo. Lascio il dubbio.

L’inglese. Alcuni lo ”parlano”, altri per niente. Coloro che pensano di parlare inglese il più delle volte sono incomprensibili. Pronunce, espressioni strane, se non si ha l’orecchio abituato viene difficile intendersi, quindi fate attenzione. Sia che capiscono che non, i thailandesi tendono a dire sempre ”sì” seguito da un sorriso per educazione. Mi è capitato di andare in uno “street food” e chiedere a una donna anziana che serviva della toilette, ha risposto ”sì” ed è andata via, io sono rimasta in piedi ad aspettare.

Contrattare. Un verbo che vi dovete far entrare in testa per qualsiasi acquisto che volete fare. Soprattutto con i taxisti e a qualsiasi bancarella/mercato a cui volete andare. Il primo prezzo che vi dicono non è mai quello vero. Fate finta di andare via e il prezzo automaticamente viene in vostro favore.

Nonostante questi avvertimenti la Thailandia rimane un posto che deve essere visitato almeno una volta nella vita per capire a fondo le differenze culturali che intercorrono tra noi e loro, nonostante la povertà che invade un gran numero di persone hanno sempre tutti il sorriso, tutti sono contenti di ciò che possiedono e mostrano sempre la massima cordialità.

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