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La tragedia del Montello e il suo eroe imperiese Aicardi, una targa sul molo corto di Oneglia

Una targa per ricordare una tragedia accaduta nel 1941

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Imperia. Con una cerimonia ufficiale che si terrà domattina, sabato 9 settembre, presso il Monumento Nazionale al “Marinaio d’Italia verrà commemorata la “Giornata della Memoria dei Marinai Scomparsi in Mare” a perenne ricordo del sacrificio dei marinai militari e civili scomparsi in mare. E tra questi verrà ricordata la figura di Maurizio Aicardi.

Una storia emblematica quella che lo vide suo malgrado protagonista insieme ad un altro imperiese il marinaio Francesco Pino. Alle 19.30 del 1° giugno 1941 il Montello lasciò Napoli alla volta di Tripoli, facendo parte del convoglio «Aquitania»: componevano tale convoglio, oltre al Montello, i piroscafi Aquitania, Caffaro, Nirvo e Beatrice C. e la moderna motonave cisterna Pozarica. Parte del carico del convoglio era destinato alla 5a Squadra dell’Aeronautica della Libia: il Montello trasportava benzina in fusti e munizioni, rifornimenti di grande importanza ma anche pericolosissimi in caso di attacco.

La scorta diretta era costituita dai cacciatorpediniere Aviere, Dardo, Geniere e Camicia Nera e dalla vecchia torpediniera Giuseppe Missori. Per l’occasione – l’«Aquitania» era uno dei più grandi convogli sino ad allora inviati in Libia, ed in assoluto uno dei più grandi dell’intera battaglia dei convogli nordafricani – era stata assegnata anche una consistente forza di copertura a distanza, costituita dagli incrociatori leggeri Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi e Giuseppe Garibaldi e dai moderni cacciatorpediniere Granatiere, Bersagliere, Fuciliere ed Alpino (la VIII Divisione Navale), che partirono da Palermo. Infine, due caccia FIAT CR. 42 volavano sul cielo del convoglio, costituendone la scorta aerea.

Il Montello fu coinvolto in una colossale esplosione: un’immane palla di fuoco avvolse la nave e si levò dal mare in una fiammata, mentre un’imponente colonna di fumo si levava nel cielo. Una pioggia di schegge di tutte le forme e dimensioni fu proiettata in tutte le direzioni, irraggiando tutte le altre navi del convoglio; l’esplosione fu tanto tremenda da travolgere anche uno dei bombardieri attaccanti, che fu investito dal vortice e cadde in mare. Trascorsa meno di una decina di secondi, era tutto finito. Sul mare, là dove pochi istanti prima era stato un piroscafo di seimila tonnellate, galleggiavano solo una chiazza oleosa e qualche piccolissimo rottame.Nessuno del Montello si era salvato, compreso Aicardi.

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