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In provincia di Imperia la scuola pubblica batte la paritaria: ha un’istruzione privata il 4% degli studenti

Sono i rampolli delle famiglie più ricche, hanno almeno un genitore laureato ed entrambi occupati. Dati Istat

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Imperia. Scuola pubblica o privata? Con l’avvicinarsi dell’inizio del nuovo anno scolastico molti genitori sono alle prese con la difficile scelta dell’istituto in cui iscrivere i propri figli. Ognuno desidera per loro solo il meglio e consapevoli che tale scelta può anche orientarli verso un determinato processo educato o pensiero culturale piuttosto che un altro, il dilemma se il meglio si trova in un’istruzione privata o pubblica è più che comprensibile. Talvolta la decisione viene però anche presa in base ad altre variabili, quali la vicinanza da casa, le attività parascolastiche offerte, le esigenze dello studente come il recupero di un solo anno scolastico, e non ultimo il costo: il pagamento annuale di una retta non è un fattore da sottovalutare, in quanto a versarlo sono le stesse famiglie che pagano le tasse allo Stato e che a causa della crisi economica che pesa sui bilanci degli italiani, negli ultimi anni ha determinato un progressivo fuggi fuggi dal sistema scolastico paritario. Non è un caso che a frequentare gli istituti non statali, i quali per altro devono assicurare un livello di istruzione identico a quello delle scuole ministeriali, siano sempre di più esclusivamente i rampolli delle famiglie più ricche.

A dirlo è l’Istat che nello studio “Studenti e scuole dell’istruzione primaria e secondaria in Italia”, pubblicato lo scorso aprile, ha raccolto e diffuso i dati relativi all’anno scolastico 2014/2015 tracciando un identikit  degli studenti della provincia di Imperia che ogni mattino invece di attraversare il cancello della pubblica come la maggior parte dei propri coetanei oltrepassano quello della privata. Studenti tendenzialmente più ricchi (il reddito medio familiare è di 2k€ contro il 15,2k€ di quelli della paritaria), con almeno un genitore laureato (34,7% contro 15,2%), ed entrambi occupati (57,5% contro 46,8%). In rapporto al totale di bambini e ragazzi in età scolare del territorio provinciale, quelli che frequentano una scuola paritaria sono il 4%, quindi circa 1 su 25 degli studenti di primaria e secondaria di primo e secondo grado. Quanto invece al numero degli istituti non statali, questi sono il 6,8%.

Tali percentuali non si discostano molto da quelle registrate anche nelle altre province ligure con la sola eccezione di Genova, dove si contano molte scuole paritarie e tante famiglie che scelgono di iscrivervi i loro figli: scuole 20,6% e alunni: 9,7% (Savona: scuole 6,8% e alunni 4,1%. La Spezia: scuole: 4,3% e alunni 2,8%). A livello nazionale, è la Lombardia la regione in cui è maggiormente diffuso il ricorso agli istituti paritari. In provincia di Milano li frequenta l’11,4% degli studenti, a Monza l’11,2%, a Lecco il 10%. Il più alto dato non lombardo è quello di Roma, con il 9,9% di studenti iscritti. Delle prime dieci province, però, ben sei sono lombarde. All’estremo opposto, ecco Rieti, Crotone e Nuoro. Qui appena uno studente su 200 non sceglie un scuola statale. Concentrando invece l’attenzione sul numero di questi istituti,  a primeggiare è la provincia di Napoli, dove il 38,4% degli istituti non è gestito direttamente dal Ministero dell’Istruzione. Si tratta, approssimando, di due istituti su cinque. L’incidenza maggiore si ha tra le primarie, dove si raggiunge il 39,7%. Tra le secondarie di primo grado si scende al 13,3%, per le secondarie di secondo grado si sale al 58,4%. E sono appunto gli istituti superiori quelli tra i quali sono maggiormente diffusi gli istituti paritari. Il record spetta a Como, dove si arriva all’84,9% del totale. Seguono Varese con il 75,7% e Pescara con il 64%.

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