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Ventimiglia, “La sera c’è il coprifuoco: i nostri bambini non possono giocare”: la voce ai cittadini foto

Tra le preoccupazioni anche quella relativa all'igiene: "Alla foce del Roja ci sono batteri fecali"

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Ventimiglia. Sono stanchi, esasperati, arrabbiati. I cittadini di Ventimiglia hanno manifestato oggi, per la seconda volta in una settimana, contro il sistema di accoglienza che penalizza, da tre anni a questa parte, la città di confine.

Sit in contro l'accoglienza migranti

A prendere la parola, oltre ai portavoce Deborah Murante e Riccardo Ballestra, sono stati proprio loro: semplici cittadini che fino ad oggi non hanno potuto esprimersi o non lo hanno voluto fare. Dopo la manifestazione di mercoledì scorso che ha fatto da apripista, ora la città è pronta a ribellarsi. Lo ha detto chiaramente la signora Murante: “Scenderemo in piazza anche una volta a settimana se necessario. Ora basta”.

“Voglio parlare io”, dice una signora. E’ la vedova di Luciano Guglielmi, il pensionato morto a seguito dell’incidente in via Carabiniere Fois il 4 novembre scorso, quando in sella al suo scooter rientrava a casa, ma su quella strada ha trovato la morte. “La strada non era illuminata”, racconta Lucia Corona, “Mio marito dopo aver superato una macchina si era rimesso nella sua carreggiata quando si è trovato davanti questo ragazza. Sono vedova da sette mesi: ho perso mio marito perché non ci sono controlli. Ai migranti non vengono dati i giubbotti luminosi, non vengono controllati, rompono la recinzione e saltano sulla strada. Qui abbiamo paura di girare e di camminare: la gente è terrorizzata. Io non do la colpa a loro, ma allo Stato e al Comune”.

Per manifestare sono arrivati anche dalla vicina Bordighera. “Mi chiamo Lidia Barone, vivo a Bordighera e sono qui perché sono solidale con i cittadini di Ventimiglia”, dice la donna, “Ai migranti diamo vitto, alloggio, tutto. Ma prima dobbiamo guardare i nostri anziani, i nostri concittadini. Altrimenti la nostra città la loro città e noi gli extracomunitari”.

Tra le preoccupazioni anche quella relativa all’igiene: “Come mai nessuno dice che la foce del Roja è inquinata? Ci sono batteri fecali”, dichiara Riccardo Ballestra, “I dati, però, non vengono più resi noti”.

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