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Gavettoni a Ferragosto, i Comuni della Riviera divisi fra divieti e tolleranza

Bombe e secchiate d’acqua al bando a Bordighera e Sanremo, a Ventimiglia meno severi

Imperia. Nella tradizione cattolica il 15 agosto si celebra l’Assunzione di Maria Vergine e, come tutti i giorni di festa, l’usanza popolare italiana ha trasformato la ricorrenza in un’occasione per trascorrere qualche ora all’insegna del divertimento. Ecco così che le città si svuotano e il grande esodo verso località montane e soprattutto costiere ha inizio. A Ferragosto la gita fuori porta è quasi un obbligo, come del resto i gavettoni: in spiaggia o ovunque, si vada nel giorno “più bollente” dell’anno c’è sempre l’insidia delle bombe o delle secchiate d’acqua lanciate a sorpresa da qualche ragazzino. Uno scherzo che alcuni fanno risalire al nonnismo delle caserme, quando gli alti gradi militari rovesciavano l’acqua contenuta nella gavetta ai commilitoni, e che in alcune città è vietato con tanto di ordinanze o commi ad hoc nel regolamento municipale.

In Riviera, ad esempio, è Bordighera uno dei Comuni più severi in materia. “L’uso – spiega il comandante Attilio Satta – è addirittura disciplinato dal Regolamento di polizia urbana al comma 1.r dell’articolo 5 , il quale vieta le battaglie d’acqua. Una norma comunque preventiva in quanto in città non è diffusa l’abitudine del gavettone libero”. Lo stesso vale per Imperia. Lo conferma il comandante della locale municipale Aldo Bergaminelli: “Nel capoluogo i gavettoni non costituiscono un grande problema, casi particolari e degni di segnalazione non credo c’è ne siano mai stati”.

E del resto nel Regolamento di polizia urbana non figura alcuna voce specifica sulle sleali bombe d’acqua ma solo allusioni al divieto di utilizzare e disperdere acqua pubblica, un obbligo più che mai necessario in questo lungo periodo di siccità: “E’ vietato arrecare danno alle peschiere, ai lavatori, alle fontanelle pubbliche e disperdere o dar causa che si dispersa senza necessità l’acqua delle fontanelle. Nessuno può estrarre o usare dell’acqua delle fontanelle pubbliche tranne che per gli usi domestici ed è vietato porre sotto i rubinetti botti o altri recipienti di grossa portata o applicarvi manichette per la presa d’acqua. E’ vietato altresì attingere acqua per usi domestici e privati dalle vasche pubbliche, smuovere, guastare e asportare chiusini delle chiaviche e degli acquedotti, danneggiare i relativi impianti, inquinare e insudiciare l’acqua delle fontane e vasche pubbliche” (articolo 52).

Sul tema dei gavettoni è poco tollerante anche Claudio Frattarola, comandante della municipale di Sanremo, che afferma: “Come si evince dall’articolo 7, comma 1.t del nostro Regolamento, i gavettoni sono vietati, in quanto, se fatti al di fuori di contesti particolari, quali, ad esempio, gli stabilimenti balneari o manifestazioni che ne prevedono l’uso, possono arrecare disturbo o danno a terzi. La violazione è soggetta a una sanzione pecuniaria amministrativa che varia dai 25 ai 150 euro. Se è un minore che viene trovato in atto di lanciare palloni o secchi d’acqua in aree pubbliche, ne rispondo naturalmente i genitori. Noi non ci siamo mai tirati indietro dall’intervenire, e sia a Ferragosto – anche se non ricordo casi eclatanti – sia in altri periodi dell’anno, quali la fine della scuola, nel mese di giugno, quando i ragazzi sono soliti festeggiare e ‘salutarsi’ facendosi i gavettoni”.

Più comprensivo invece il comandante della polizia locale di Ventimiglia, Giorgio Marenco, che interrogato sulla questione risponde: “Ad oggi non dovrebbero essere emesse ordinanze specifiche per Ferragosto e i gavettoni. Non si tratta di un punto di attenzione di rilievo per la città, ci sono altre questioni più urgenti. Ovviamente il controllo della pratica rientra nell’ordinario servizio di sicurezza cittadino e dunque anche il lancio improprio di palloni o secchi colmi d’acqua sarà sottoposto alla nostra vigilanza ma con un margine di comprensibile tolleranza. Ritengo che in calde giornate come quelle di questi giorni i gavettoni fra ragazzi sulla spiaggia siano naturali e spontanei. Perché impedire o punire un divertimento innocente, per altro espressione dell’allegria estiva? Certo, il discorso è differente quando questo ‘gioco’ arreca danno o fastidio, ma credo che le sue regole derivino da quell’educazione sociale, da quelle norme di buon senso insite in ciascuno di noi”.

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