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La campagna elettorale per le elezioni politiche del 2018 passa anche da Ventimiglia e dai suoi migranti

In due giorni al Parco Roja è arrivato l'ormai candidato premier del M5S Di Maio e lo stato maggiore del centro destra ligure capitanato dal governatore Toti

Ventimiglia. Sarà un’estate di campagna elettorale non soltanto per quanto riguarda la sfida più importante in provincia di Imperia, ossia le elezioni amministrative nel capoluogo che dovrebbero chiudere il capitolo dell’esperienza civica di Capacci ma anche le elezioni politiche del 2018.

La provincia di Imperia si trova ancora una volta protagonista degli equilibri nazionali e questo territorio è terreno fertile per la corsa a Palazzo Chigi. Se la Liguria si è dimostrata un modello vincente per il centro destra, vedi prima la conquista della regione e poi, come un effetto domino, le “rosse” Savona, Genova e La Spezia, un tempo roccaforti della sinistra, ora laboratorio di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia per mandare via il Pd, come si suol dire, a casa.

Ma se i motori del centro destra sono già in moto, non sono da meno quelli del M5S, il cosiddetto terzo polo di Beppe Grillo e dell’ormai candidato premier Luigi di Maio.

E proprio in provincia di Imperia si concentra una delle tematiche che M5S e centro destra stanno dibattendo da diverso tempo, ovvero l’emergenza migranti. Pur essendo stata una visita istituzionale quella di Luigi di Maio vice presidente della Camera dei Deputati, è stato lanciato un chiaro messaggio, spiegando che se il M5S fosse al governo: “Come Italia abbiamo identificato la maggior parte di questi migranti e proprio per questo devono restare in Italia per colpa del regolamento di Dublino”, ha spiegato il vicepresidente della Camera, “Se fossimo al Governo innanzitutto troveremmo la strada per modificare il regolamento di Dublino e iniziare le ricollocazioni in altri paesi. Ma se non si potesse modificare il regolamento di Dublino, tutte queste persone o vanno rimpatriate perché vengono da situazioni economicamente sfavorevoli e non da zone di guerra oppure vanno accolte dignitosamente. Ma l’80% delle persone che arrivano e vogliono andare da Macron sono quelle che Macron dice di non poter accettare perché sono migranti economici. Neanche noi possiamo sobbarcarci la responsabilità di gestire tutti questi migranti economici”.

Ieri è stato il turno di un’altra visita istituzionale, quella della giunta regionale ligure al cui interno ci sono molti papabili pronti a candidarsi per un posto al parlamento e perchè no, magari ad essere anche uno dei quei leader della grande galassia del centro destra italiano. Lo stesso governatore Toti da Ventimiglia ha lanciato un chiaro messaggio: “Ventimiglia è la prova vivente del fallimento delle politiche italiane di contenimento dei flussi e di gestione dei traffici dei migranti all’interno del territorio nazionale e delle politiche europee di apertura delle frontiera e di divisione delle responsabilità, che anche in queste ore vengono negate all’Italia nonostante proclami e auspici in senso opposto del nostro Governo”.

Insomma la campagna elettorale per le politiche del 2018 passa anche da Ventimiglia e dai suoi migranti e dal Parco Roja, due leader come Giovanni Toti e Luigi di Maio, hanno lanciato una loro personale sfida a distanza.

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