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#videointervista: Delia, “Mamma Africa” che accoglie i migranti nel suo Bar di Ventimiglia

Il bar Hobbit “è diventato il bar degli immigrati perché ho aperto le porte ai ragazzi un anno e mezzo fa”, ci spiega Delia; “tutto è iniziato una domenica quando vidi fuori dal marciapiede di via Hanbury mamme con i loro bambini..."

Ventimiglia. “Rifarebbe tutto daccapo? Certo!”, queste le ultime parole della videointervista che dedichiamo oggi a Delia, passata alle cronache per aver aperto le porte del suo bar ai migranti. Emarginata dai suoi concittadini, Delia continua tenacemente ad accogliere chi spera di superare la frontiera.

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Ascolta l’intervista integrale di Luca Simoncelli nel video di Jacopo Gugliotta qui:

Sono numerose le interviste raccolte da emittenti televisive straniere, dopo che l’8 marzo la trasmissione di Rai 3 #Gazebo aveva deciso di dedicarle un’intera puntata registrata direttamente nel Bar.

Il bar Hobbit “è diventato il bar degli immigrati perché ho aperto le porte ai ragazzi un anno e mezzo fa”, ci spiega Delia; “tutto è iniziato una domenica quando vidi fuori dal marciapiede di via Hanbury mamme con i loro bambini che dormivano sul marciapiede in pieno giorno con i bambini che piangevano per la fame. Ho iniziato a far entrare le mamme e i bambini senza l’obbligo della consumazione, dando anche da mangiare a questi piccini gratuitamente. Loro avevano vergogna di entrare perché senza soldi…”

“Da lì è partito il tam tam tra di loro… Parecchi mi chiamano “Mamma Africa” perché pur essendo passato un anno continuo ad aiutare i bambini, le donne incinte ed anche gli uomini che hanno fame di stomaco e non di gola…”
“Alcuni volontari della Caritas e della Chiesa, insieme a Medici senza Frontiere, mi hanno aiutata e mi fa piacere che il bar sia diventato un punto di riferimento anche per le associazioni umanitarie.”

“I cittadini della mia città che continuano a frequentare il bar si contano sulle dita di mezza mano, il sostegno arriva dalle persone che fanno parte della catena umanitaria che offre solidarietà ai migranti.”

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